lunedì 15 agosto 2011

UNA SETTIMANA NELLA “CANTERA” DEL F.C. BARCELLONA



1.PREMESSA: “Undici Palloni”
In strada, in un cortile, in un parco, in un campo tutti i bambini/e che giocano a calcio
amano avere il pallone tra i piedi.
Non è un caso che quando non ce l’hanno durante una
partita, mimano i movimenti come se l’avessero. Questo perché si sentono partecipi e
protagonisti del gioco, perché si sentono liberi di esprimersi, d’inventare e di sognare …
Nasce dai miei sogni di bambina, dai ricordi veri e spontanei di questo meraviglioso gioco
e da quello che vedo e osservo oggi negli occhi di ogni bimbo in un qualsiasi campetto,
l’idea che il calcio sia gioia, espressione di sé, educazione e creatività.
La mia passione per il Barcellona parte da dentro, da quel bisogno che ognuno di noi ha di
sentirsi protagonista attivo, propositivo, artefice del proprio destino e non passivo,
remissivo, nascosto e timoroso, in attesa di una sconfitta triste, perché nasce prima
ancora di cominciare il gioco ….
Nel Barcellona il gioco ed il divertimento individuale si muovono in armonia collettiva,
come se in campo ci fossero 11 palloni. C’è un filo invisibile che unisce la squadra … quel
desiderio di avere il pallone e di non perdere il controllo del gioco. E se qualcuno lo prende
e la porta via, immediatamente si corre alla sua riconquista … come quando ad un
bimbo/a togli il suo gioco. Ed è così che mi sento quando li guardo giocare ed è così che
torno bambina …

2. FILOSOFIA E CENNI DI STORIA: “Mes que un club”
Il Barcellona non ha una formula segreta e magica. Il suo gioco appare visibile e chiaro a
tutti, ma ha una caratterizzazione talmente forte, che non può essere copiata o imitata.
Tutti sanno come giocano, ma nessuno riesce a prendere quel pallone che passa da un
giocatore all’altro, da una zona all’altra così velocemente, che pare sparire o moltiplicarsi.
Il loro gioco non è solo apparenza estetica, ma racchiude l’essenza di una filosofia
dell’essere, non solo filosofia di gioco, ma anche filosofia del vivere. La società che dirige il
club non si limita a gestire, ma promuove con tante iniziative nel tessuto sociale lo sport e
la cultura. La filosofia del club è la filosofia degli sportivi e dei tifosi catalani. E’ una
filosofia di vita, di cultura ed educazione sportiva, che si respira tra gli spalti così come in
campo. Non c’è supponenza, arroganza e presunzione nella voglia che giocatori e tifosi
hanno di esprimere un bel calcio e di essere vincenti. Ma è la semplicità, il rispetto, il
piacere e il divertimento di giocare la loro forza. La capacità di ogni singolo di suonare la
magia di un pezzo come in un’orchestra, dove tutti danno attenzione all’altro, in simbiosi
armonica con gli spettatori che sono dentro e fuori lo spettacolo.
Le radici della filosofia del Barça risalgono agli anni ’70. Riuscire a fondere l’anima e la
tecnica catalana con il pensiero olandese del calcio totale che dagli anni ’70 in poi ha
permeato la storia blaugrana. Un imprinting fortissimo che determina una memoria
genetica e un senso di appartenenza unici, che si tramanda di generazione in generazione.
L’orgoglio di giocare per il proprio popolo porta il Barça a pressare e difendere con grinta e
determinazione. La consapevolezza delle proprie radici, della propria storia e cultura crea
un senso così forte di appartenenza, che permette ai giocatori di riconoscersi e di essere
riconosciuti attraverso la filosofia di gioco della società e della loro gente.

3. LA CANTERA
Il settore giovabile del Barcellona detta Cantera (letteralmente cava in spagnolo) è un
progetto che parte da lontano, voluto dal presidente Nunez (1979) e da Johann Cruijff,
portato avanti negli anni dalla società e dagli allenatori che si sono succeduti. Tutti i
ragazzi della Cantera si allenano nella Ciutat Esportiva Joan Gamper, dal nome del primo
presidente del Barça, un complesso sportivo che sorge a Sant Joan Despi un quartiere
periferico di Barcellona. La Ciutat Esportiva (137 mila metri quadrati) è composta da 4
campi in erba sintetica e 5 in erba naturale (8 della stessa misura, 105 metri per 68 metri,
1 per il gioco a sette), dei quali 2 riservati alla prima squadra; un padiglione Polisportivo
utilizzato delle squadre di basket, pallamano, calcetto e pallavolo; un Palazzo Tribuna,
composto da reception, uffici, sala riunioni, spogliatoi, Area servizi per settore giovanile
(spogliatoi, infermeria, area comune), un Palazzo di Area Commerciale ed a breve ospiterà
in una nuova struttura la “Masia”, il nuovo collegio di 4.500mt circa . Il Barcellona è una
Polisportiva che comprende al suo interno altri sport (basket, pallamano, calcetto, ecc)
oltre al calcio; la sezione calcio comprende il settore giovanile chiamato “Futbol formativo”
formato da 13 squadre giovanili, 3 squadre professionali juvenil A, Barcellona B ,
Barcellona Prima Squadra e 4 squadre femminili.

4. STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE DELLA CANTERA
Il Futbol formativo è formato da 13 squadre per un totale di circa 210 ragazzi, dai 7 ai 17
anni. Oltre a queste ci sono 2 squadre professionistiche : Juvenil A composta di ragazzi dai
17 ai 18 anni e il Barcellona B che partecipa alla seconda divisione spagnola (corrisponde
alla nostra serie B), con possibilità di retrocessione ma non di promozione. L’età dei
ragazzi che giocano nel Barcellona B va dai 18 ai 26 anni; quasi tutti provengono dal futbol
formativo. Tutti i giocatori del Barcellona B sono richiesti da squadre di prima divisione
spagnola. L’80% dei ragazzi che compongono il futbol formativo provengono dalla
Catalogna (corrisponde come estensione e numero di abitanti al nostro Triveneto). Per i
ragazzi che abitano entro i 150 km di distanza da Barcellona ci sono 15 taxi che tutti i
giorni li prelevano e li accompagnano a casa; quelli che vivono oltre tale distanza vanno ad
abitare alla Masia, la residenza del club. I costi per la gestione del futbol base si aggirano
sui 20/25 milioni di euro, rispetto ad un fatturato globale del club attorno ai 450 milioni di
euro, incidendo per il 4,5/5%.
Gugliermo Amor è il direttore della Cantera e coordinatore della categoria professionale
Juvenil A e Barcellona B, mentre dalla categoria Juvenil B fino alla categoria Prebenjamin
il coordinatore è Albert Puig. Le squadre effettuano dai 3 ai 5 allenamenti settimanali oltre
alla partita; gli allenamenti vengono svolti dalle 17,30 alle 19 per la categoria Juvenil A e
B, e dalle 19,00 alle 20,30 dai Cadet in giù. Ogni squadra è composta da:
Allenatore, Vice Allenatore, fisioterapista, magazziniere, dirigente accompagnatore.
Le 13 squadre del Futbol formativo sono le seguenti:
· Prebenjamin 7/8 anni (Piccoli amici) Numero bambini: 12,
Numero Allenamenti settimanali: 3 Tempi di gioco: 2x25’
· Benjamin C 8/9 anni (Pulcini C) Numero bambini: 15
Numero Allenamenti settimanali: 2/3 Tempi di gioco: 2x25’
· Benjamin B 9/10 anni (Pulcini B) Numero bambini: 11, Numero Allenamenti
settimanali: 3 Tempi di gioco: 2x25’
· Benjamin A 9/10 anni (Pulcini B) Numero bambini: 11
Numero Allenamenti settimanali: 3 Tempi di gioco: 2x25’
· Alevin D 10/11 anni (Pulcini A) Numero
bambini: 13,
Numero Allenamenti settimanali: 3 Tempi di gioco: 2x25’
· Alevin C 10/11 (Pulcini A) Numero bambini:
13, Numero Allenamenti: 3
T. gioco: 2x25’
· Alevin B 11/12 anni (Esordienti B) Numero bambini: 11,
Numero Allenamenti: 3 T. gioco: 2x25’
· Alevin A 11/12 anni (Esordienti B) Numero bambini: 12,
Numero Allenamenti: 3 T. gioco: 2x25’
· Infantil B 12/13 anni (Esordienti A) Numero bambini: 21, Numero
Allenamenti: 4 T. gioco: 2x30’
· Infantil A 13/14 anni (Giovanissimi B) Numero bambini: 22, Numero
Allenamenti: 4 T. gioco: 2x30’
· Cadete B 14/15 anni (Giovanissimi A) Numero bambini: 24,
Numo Allenamenti: 4 T. gioco: 2x40’
· Cadete A 15/16 anni (Allievi B) Numero bambini: 21,
Numero Allenamenti: 4 T. gioco: 2x40’
· Juvenil B 16/17 anni (Allievi A) Numero bambini: 25,
Numero Allenamenti: 4 T. gioco: 2x45’
· Juvenil A 17/19 anni (Primavera) N.umero: 18 Numero Allenamenti:
4 T. gioco: 2x45’
· Barcellona B 18/26 anni Numero: 25,

5. LA MASIA: La casa
La Masia è una residenza settecentesca che dal 1979, si è trasformata da sede del club a
collegio delle giovanili del Barcellona, in essa vivono 60 ragazzi dai 12 ai 18 anni che
giocano nella polisportiva Barcellona. Di questi 60, 48 giocano a calcio, 12 praticano altri
sport. Oltre ai 48 ragazzi che vivono nella Masia ce ne sono degli altri, circa 35, che
vivono nella città di Barcellona e che dopo la scuola pranzano e studiano con gli altri;
solamente dopo l’allenamento tornano in famiglia. La Masia è diretta dal pedagogista
Carles Folquera assieme a due responsabili educativi, 6 professori, 3 educatori sociali che
rimangono tutte le notti con i ragazzi ed un educatore per il tempo libero. Il modello
educativo è adattato alle necessità del ragazzo; tramite un incontro iniziale con la
psicologa si cerca di capire quale sia il percorso scolastico più adatto. Il Club obbliga tutti i
ragazzi della Masia a studiare obbligatoriamente fino a 18 anni. Il rapporto con gli
allenatori è costante, essi sono continuamente informati sul rendimento scolastico e sui
comportamenti che i ragazzi hanno all’interno della struttura. La Masia è una grande
famiglia, una casa, un luogo dove i ragazzi crescono tutti assieme in un clima positivo,
dove si creano forti relazioni amicali, dove vengono educati al rispetto, alle regole,
all’impegno nello studio, all’importanza del gruppo e dello stare insieme. Dove viene
trasmesso il valore della famiglia, l’importanza delle proprie origini, delle proprie radici che
non devono essere mai dimenticate. Nell’educazione che si porta avanti alla Masia, il ruolo
della famiglia è fondamentale, il contatto è continuo e giornaliero; giocatori come Messi,
Iniesta, ecc., cresciuti alla Masia, hanno alle spalle famiglie costantemente presenti.
Indipendentemente dai risultati calcistici, il club vuole formare dei giovani che abbiano uno
stile di vita sano ed aiutarli ad essere felici con il loro stile di vita.
Ogni mattina i ragazzi sono accompagnati in autobus nelle migliori scuole locali. Portare a
termine con buoni risultati il percorso scolastico è ritenuto di fondamentale importanza
per una completa formazione del ragazzo. Tornano alle 14,00 per il pranzo e iniziano a
studiare alle 15,00 sino alle 18,00; dalle 19,00 alle 20,30 svolgono l’ allenamento. Alle
21.30 cenano e, dopo un momento libero, vanno a dormire alle 23.30. Vietato l’alcool e il
fumo fino a 18 anni

6. FORMARE E VINCERE: “Contenuti Educativi”
Gli allenatori del futbol formativo del Barça hanno da sempre l’obbligo di conseguire
successi senza dimenticare il compito di formare. Insegnare e formare sono due aspetti al
di sopra di qualsiasi obiettivo. I risultati sportivi arrivano sempre attraverso un percorso,
non sono mai frutto del caso, ma sono una logica conseguenza di un processo. E’ nella
dinamica evolutiva del processo che si creano le condizioni contestuali e relazionali,
attraverso le quali si concretizza il difficile compito di formare. Nella cura e nell’attenzione
al processo si esplicano i passaggi fondamentali della crescita. La fase dell’osservazione è
forse la più importante e delicata, imparare a conoscere il bambino – ragazzo, apprendere
e cercare di capire aspetti che lo riguardano è di fondamentale importanza. L’osservazione
in itinere permette di sospendere il giudizio, di cambiare di volta in volta l’angolo di
prospettiva, in una interazione attiva e partecipativa con il bambino – ragazzo. Valutare e
ri-valutare, attraverso l’osservazione permette di cogliere i possibili cambiamenti, senza
pregiudizi e senza sentenze. Saper ascoltare senza riempire necessariamente gli spazi di
relazione permette al ragazzo di esprimersi e di farsi conoscere. Spesso le parole
dell’allenatore – insegnante sono “troppe” e cadono dall’alto senza dare tempo e spazio di
condivisione. TEMPO e SPAZIO sono concetti fondamentali nel calcio come nella vita. Non
bisogna mai dimenticare che insegnare è anche apprendere, se non si apprende non si
insegna. Vivendo in un club come il Barcellona si ha la necessità di introdurre uno spirito
competitivo sin dal settore giovanile che guidi le squadre alle vittorie. I ragazzi devono
abituarsi a vincere ed a trovare le motivazioni e le risorse interne per vincere ancora, nella
ricerca costante di miglioramenti personali e di squadra. Il risultato in questo senso
diventa importante in quanto dà senso e significato al percorso, ricompensa lo sforzo e
gratifica sia il ragazzo che l’allenatore. Ma vincere non è incompatibile con una buona
formazione, se il vincere passa attraverso un processo di educazione. Imparare a fare
bene durante gli allenamenti, attraverso impegno e sacrificio, cooperazione ed altruismo,
coraggio e determinazione. L’individualismo e la differenzazione personale devono essere
una risorsa e non una minaccia per il gruppo (ciò può avvenire quando l’ego prende il
sopravento sul gruppo). In questo senso uno dei pilastri della filosofia del Barcellona è che
il talento è vero talento solo quando si mette a disposizione della squadra. Messi, che è il
giocatore più rappresentativo, è l’esempio concreto di quanto il Barça lavori in questa
direzione. Come disse Picasso “ L’ispirazione esiste, però la trovo lavorando”. Il lavoro, la
disciplina e la costanza sono indispensabili valori per arrivare in alto.
Lo stile modello di gioco che il barca propone ( attivo, propositivo e coraggioso ),
permette di lavorare sul ragazzo in modo positivo, sulla convinzione, sulla partecipazione
attiva, sulla fiducia, sull’autostima e sulla capacità di assumersi una responsabilità di
scelta nelle giocate .

7. IL RUOLO DELL’ALLENATORE
Lo sport, considerato come mezzo per educare, è fondato sull’attività come
apprendimento, come prova di se stessi, come tentativo e desiderio di modificazione e
miglioramento di sé. In quest’ottica la figura dell’educatore – allenatore nella realtà
blaugrana, non può che essere un pilastro fondante nella formazione di un ragazzo. Il
compito principale degli allenatori della cantera consta nell’instancabile volontà di
promuovere la persona, in un’ottica di benessere psicofisico e sociale, che superando i
propri limiti, le difficoltà e i propri bisogni, la rendono partecipe della sua crescita.
L’educatore – allenatore vivendo quotidianamente con i ragazzi in una relazione continua,
operativa e intenzionale, formula e mette in atto percorsi educativi per sviluppare le
potenzialità di crescita personale. Questo lavoro si sviluppa in stretta collaborazione con gli
educatori della Masia, in una costante rete di relazioni, che coinvolge anche le famiglie,
ritenute fondamentali. L’allenatore diventa un punto di riferimento imprescindibile per i
ragazzi e l’efficacia del suo percorso dipende molto dalla capacità di saper entrare in
relazione con loro, attraverso l’ascolto, l’osservazione, la comprensione empatica, la
vicinanza, la disponibilità e l’affetto, elementi fondamentali per valorizzare la persona.
L’obiettivo di questo percorso risiede nell’acquisizione di una buona autonomia personale,
nella capacità del ragazzo di appropriarsi delle sue difficoltà e possibilità con
consapevolezza, per riconoscerle e affrontarle, raggiungendo serenità e benessere. Gli
obiettivi educativi sul gruppo sono invece finalizzati al raggiungimento di capacità
cooperative, all’interno di regole condivise. Entrambi gli aspetti sono ritenuti essenziali
nella filosofia blaugrana sia nella capacità di ben comportarsi all’interno di un gruppo che
nel modo di giocare collettivo e cooperativo. Per il raggiungimento di questi obiettivi
lavorano alla costruzione di un contesto intenzionale di apprendimento, all’interno del
quale l’allenatore guida, senza una direzione prescrittiva, la formazione del gruppo. Questo
permette al gruppo in relativa autonomia di formarsi attraverso dinamiche interpersonali
corrette. La fiducia, la sicurezza, la sincerità e la coerenza sono qualità essenziali di un
buon allenatore. E’ importante che l’allenatore sia credibile, consapevole, motivato e
coerente. Il gruppo deve percepire l’energia dell’allenatore, il carisma e l’autorevolezza.
I ragazzi della cantera entrano orgogliosi di essere scelti, di appartenere ad un mondo che
li accompagna a 360° per tutto il percorso. L’allenatore – educatore può lavorare sulle
motivazioni partendo da una buona base; il suo lavoro è orientato nel tenere sempre vivo
e stimolante l’aspetto motivazionale. La motivazione aiuta i ragazzi a superare le fasi
ripetitive e costanti delle esercitazioni tecnico – tattiche, a sopportare il peso e le fatiche
quotidiane dell’allenamento, a reagire nei momenti naturali di crisi. Il lavoro di tecnica
applicata con la palla, sempre presente, aiuta i ragazzi ad allenarsi sentendo meno la
fatica; l’aspetto ludico è fondamentale per superare gli inevitabili momenti di alienazione.
Svolgere l’allenamento divertendosi permette alla motivazione di trovare sempre nuove
energie.

8. CRITERI DI SELEZIONE DEL TALENTO
Nella scelta di un bambino/ragazzo che entra nella cantera gli aspetti da considerare sono
tanti e nessuno è assoluto: deve essere intelligente, rapido, tecnico e con un carattere
determinato. Questi 4 valori, non sono imprescindibili in termini globali e possono essere
compensati con altre qualità. Sono tanti gli aspetti importanti che i tecnici tengono in
considerazione prima di schedare un giocatore. Non viene fatta attenzione solo alle qualità
fisiche o tecniche, ma è molto importante tenere in considerazione il carattere, lo spirito di
sacrificio, la forza mentale, aspetti che fanno parte della personalità in evoluzione del
ragazzo. Dai 13 -15 anni quando inizia a delinearsi lo sviluppo fisico si comincia a
realizzare la prima selezione del talento. E’ l’età per esempio in cui sono arrivati al club
giocatori come Iniesta, Messi, ecc… Il ragazzo comincia a definirsi ed emergono i tratti
essenziali di chi vuole diventare giocatore. Bisogna aspettare la fine dell’adolescenza per
sapere che tipo di personalità e di attitudini svilupperà.
Il pensiero comune di molti settori giovanili è che i giocatori alti, con prestanza fisica siano
più competitivi e abbiano molti vantaggi rispetto ai piccoli, che invece sono molto rapidi e
abili tecnicamente. La forza fisica garantisce forse risultati immediati , ma non si guarda in
prospettiva alla crescita anche fisica che un ragazzo potrebbe avere. Nel Barcellona ad
ogni modo il fisico non è di per sé una discriminante, lo dimostra il fatto che i giocatori del
Barca sono in media tra i più piccoli del mondo.
Per arrivare alla prima squadra ci sono tre ambiti che bisogna tenere presente:
· Calcistica: tecnica, tattica, fisica
· Psicologica: attitudine, carattere, mentalità
· Sociale: i valori che ha recepito, le persone che gli stanno vicino.

9. MODELLO DI GIOCO
Il Barcellona sviluppa un gioco di possesso palla, fatto di una fitta e veloce trama di
passaggi, basato su una tecnica individuale di altissimo livello di tutti i suoi interpreti che
intontisce e sfianca gli avversari. Gli avversari non riescono a pressare, in quanto nel
tempo che impiegano a individuare il portatore di palla e i gli eventuali compagni che
potrebbero ricevere il passaggio, i giocatori blaugrana hanno già spostato la palla. Per fare
questo occorrono grande capacità di palleggio e controllo. Tutti i giocatori partecipano alla
fase difensiva ed alla fase offensiva collaborando e aiutandosi. L’avanzamento tramite il
possesso palla permette alla squadra di essere sempre corta e compatta ed di avere un
minor dispendio di energie fisiche. Il 4-3-3 è lo schema classico del Barcellona, uno
schema nel quale si formano continui triangoli, dalla difesa fino all'attacco: è tutto un
gioco di posizione, che attira gli avversari fuori dalla loro zona e che cerca sempre di
attaccare in parità di condizioni, sempre "1 contro 1" e non "1 contro 3" e sempre
difendendo "2 o 3 contro 1" e non "1 contro 1"; ed è da qui che nasce il potere del 4-3-3,
perché per avere combinazioni corte e rapide la miglior maniera è formare piccoli "torelli",
grazie ai quali riuscire non solo ad avanzare ma anche, in caso di perdita del pallone,
mantenere la superiorità numerica sull'avversario, un avversario costantemente pressato
da parte di due o tre giocatori. È per questo che il 4-3-3 non è negoziabile, perché se si
desidera sviluppare questa filosofia, di "gioco di posizione" nell'aspetto creativo e di
pressing alto nell'aspetto distruttivo, questo schema senza dubbio è il più adeguato per
metterla in pratica con successo.
“Il calcio totale è ricostruire ogni volta l' architettura spaziale del campo, creare spazio ed
entrarci”, diceva Barry Hulshoff, difensore del grande Ajax degli Anni 70.
La realizzazione di questo modello di gioco passa attraverso i seguenti obiettivi generali,
principi di funzionamento e mezzi di sviluppo nella fase sia di non possesso palla che di
possesso palla.
FASE DI NON POSSESSO E TRANSIZIONE NEGATIVA:
Ostacolare transizioni rapide difesa-attacco dell’avversario, recuperare il pallone prima che
la squadra avversaria generi condizioni favorevoli per attaccare efficacemente.
OBIETTIVI GENERALI PRINCIPI DI
FUNZIONAMENTO
MEZZI PER IL SUO SVILUPPO
Cercare di recuperare il
pallone immediatamente
alla perdita, dissuadendo
relazioni su spazi contrari al
posto dove si perde.

Impedire che la squadra
avversaria generi condizioni
favorevoli di attacco
Evitare il superamento
completo del primo gruppo
soprattutto per spazi vicini
all’asse longitudinale.

Predisposizione immediata
al cambio di ruolo
Volontà di infastidire in
parità e disparità in maniera
sistematica “Desiderio del
pallone”
Prendere coscienza che se
sono saltato, metto in
difficoltà il resto dei miei
compagni (Resp
onsabilità).
Dominio del gioco 1>1 in
tutti i posti specifici
Prendere coscienza della
difesa come un’attività
collettiva
Dominio delle traiettorie
dissuasorie durante la corsa
di avvicinamento per
infastidire
Valutazione della profondità
difensiva prendendo come
Infastidire in parità e
disparità, dissuadendo
relazioni in spazi contrari al
posto di perdita della palla
Rotazioni
Copertura
2x1 difensivo
Fermare, arrestare il gioco
riferimento l’asse
longitudinale del campo
Annullare, ritardare la
possibilità immediata di
progressione da parte della
squadra avversaria
mediante inseguimento sul
possessore ed i recettori
potenziali.

Impedire che il possessore
di palla si relazioni
facilmente, infastidendolo
costantemente.

Assicurare la creazione di
superiorità numerica e
posizionale difensiva intorno
al possessore di palla.

Dominio delle traiettorie
dissuasorie durante la corsa
di avvicinamento per
infastidire
Valutazione della profondità
difensiva prendendo come
riferimento l’asse
longitudinale del campo
Proibizione di penetrazione
che superino l’ultima linea
difensiva
Predisposizione costante a
infastidire e intercettare
Solidarietà per generare
situazioni di superiorità
numerica rispetto al
possessore e rispetto ai
potenziali ricevitori
Inseguire, infastidire,
intercettazione, togliere
possesso (accomodamento
della velocità di
avvicinamento a circostanze
concrete)
Dissuasione
Rotazione
Copertura ai primi avversari
2x1 difensivo, raddoppi
Fermare, arrestare
Controllo dell’avversario
diretto e indiretto
(FIG. 1) Predisposizione immediata a recuperare il pallone una volta perso.
(FIG. 2) Evitare relazioni su spazi contrari a dove si è perso il pallone
(FIG. 3) Ritardare, Annullare le possibilità imminenti di progressione.
(FIG. 4) Inseguimento permanente su possessore restringendo le sue possibilità di
relazioni.
(FIG. 5) Impedire che il possessore di palla si relazioni comodamente, infastidendo
costantemente
(FIG. 6) Assicurare superiorità numerica e di posizione attorno al pallone
(FIG. 7) Solidarietà tra giocatori vicini per recuperare il pallone. Permanente 2<1 difensivi
su giocatore con palla
(FIG. 8) Solidarietà tra giocatori vicini per recuperare il pallone. Permanente 2<1 difensivi
su giocatore con palla
Evitare esecuzioni del contrattacco, facilitare la ripiegatura del massimo numero dei
compagni
OBIETTIVI GENERALI PRINCIPI DI
FUNZIONAMENTO
MEZZI PER IL SUO
SVILUPPO
Facilitare la ricomposizione del
blocco difensivo, orientando,
per minimizzare le sue
possibilità di passaggio al
giocatore con
palla, mediante retrocessione
fino a distanza efficacia di
lancio dell’ultima linea difensiva
(FIG. 9)
Decentrare il gioco di attacco,
decentrandolo verso i lati
(FIG. 10)
Dominio delle traiettorie
dissuasorie durante la corsa
di avvicinamento per
infastidire
Valutazione della profondità
difensiva prendendo come
riferimento l’asse
longitudinale del terreno di
gioco
Proibire penetrazioni che
superino l’ultima linea
difensiva
Sentimento di Utilità
immediata e mediata
Dissuasione
Controllo dell’avversario
durante spostamento di
retrocessione
Intercettazione
Fermare il gioco
Evitare di essere superato
(FIG. 11)
Prendere coscienza che se
sono saltato metto in difficoltà
i compagni
(Responsabilità).
Dominio del gioco 1<1 in
tutte le posizioni specifiche
Inseguimento
(accomodamento della
velocità di
avvicinamento a
circostanze concrete)
Fermare il gioco
Sentimento di aiuto difensivo
costante (Solidarietà)
(FIG. 9) Facilitare la ricomposizione del blocco difensivo dirigendo l’attività del giocatore
con palla verso spazi favorevoli ai nostri contrattacchi
(FIG. 10) Decentrare progressione del giocatore con pallone e rifiuto di penetrazione
dietro ultimo difensore
(FIG. 11) Manifestazione costante di mezzi attivi in difesa (inseguimento in inferiorità) con
l’obiettivo di recuperare il pallone
FASE DI POSSESSO E TRANSIZIONE POSITIVA:
Assicurare prime relazioni che permettono continuità. Facilitare la costituzione della prima
ondata
OBIETTIVI GENERALI PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO MEZZI PER IL SUO
SVILUPPO
Cercare la maniera rapida e
sicura a quei compagni con
più capacità e/o meglio
posizionati per assicurare e/o
dirigere il contrattacco
Assicurare la costituzione
della prima ondata
Localizzare, trovare spazi
superiori di progressione e
facilitare sua occupazione
(FIG. 12)
Riconoscersi dentro il processo
del contrattacco, legando i
differenti interventi alle capacità
individuali
Valorizzazione della profondità
come primo criterio di
progressione.
Dominio di traiettorie utili di
smarcamento.
Dominio della occupazione
equilibrata dello spazio
Relazioni sicure dietro
il recupero della palla
Smarcarsi in possesso
e penetrazione
Mobilità come
possessore
(spostamento
specifico con il
pallone e come
compagno dello
stesso)
Interpretazione collettiva delle
impostazioni
smarcamento -occupazione di
spazio - possibilità di passaggio
Conoscenza di regolarità durante
organizzazione difensiva della
squadra avversaria,
determinazione per occupare
questo spazio
Smarcamento di
possesso e
penetrazione
Mobilizzazione come
compagni del
possessore
(FIG. 12) Localizzare spazi superiori di progressione. Equilibrio negli appoggi. Costituzioni
di differenti ondate.
Approfittare di squilibri durante organizzazione difensiva. Avvicinare le differenti ondate.
OBIETTIVI GENERALI PRINCIPI DI
FUNZIONAMENTO
MEZZI PER IL SUO
SVILUPPO
Approfittare dello squilibrio
difensivo momentaneo
approfittando dello spazio tra
unità e/o dietro l’ultima linea
difensiva, stimando le possibilità
di penetrazione
Rallentare nel caso di non
approfittare di squilibri
immediati, per ampliare le
possibilità di appoggi potenziali
che si incorporano nella 2° e 3°
ondata
Riconoscersi dentro il
processo, legando i differenti
interventi alle capacità
individuali e alle possibilità
concrete
Valutazione della profondità
come primo criterio di
progressione.
Dominio di traiettorie utili di
smarcamento.
Dominio dell’occupazione
equilibrata degli spazi
Determinazione, decisione
per costituire la seconda
ondata e terza ondata
Relazioni sicure dietro il
recupero del pallone
Smarcamento di
possesso e
penetrazione
(Traiettorie che evitino
di finire in fuorigioco)
Mobilità come
possessore
(spostamento specifico
con palla) e come
compagni degli stessi
Sdoppiamento
Smarcamento di
possesso e
penetrazione.
Circolazione dei
giocatori che implicano
prossimità per azioni
posteriori
Prolungare il possesso in caso
non esistano possibilità di
penetrazione.
Stimare la conservazione del
pallone. Non precipitare la
costruzione di situazioni di
Protezione del pallone
Smarcamento di
possesso
Permettere la possibilità efficace
tra giocatori per facilitare la
continuità delle azioni di
attacco
Fluidità nel passaggio all’attacco
organizzato
finalizzazione
Predisposizione ad avvicinare
le linee della squadra
Circolazione di giocatori
che implicano
prossimità per azioni
posteriori
Generare condizioni idonee per poter progredire: avanzare con superamento linea
difensiva
OBIETTIVI GENERALI PRINCIPI DI
FUNZIONAMENTO
MEZZI PER IL SUO
SVILUPPO
Recuperare collocazione per
assicurare gioco posizionale
Volontà immediata per
recuperare spazio di
intervento specifico
Protezione massima del
pallone
Relazioni che concedono
tempo necessario per
ricollocarsi
Smarcamento di posizione
Preparare il superamento della
prima linea di forza
pazientemente (evitare
precipitazione)
Provocare l’apparizione di
uomini liberi da opposizioni
Ricerca degli stessi
(FIG. 13- 14- 15)
Selezione di relazioni
molto adeguate in maniera
efficace
Sentimento continuo di
progressione, di
superamento durante la
circolazione del pallone e
dei giocatori
Comunicare, relazionarsi,
stimando il rischio
Smarcamento di posizione
dei giocatori situati davanti
al pallone (recezione
orientata per azioni
posteriori)
Collocazione del metodista
come terzo centrale (FIG.
16) (FIG. 18)
Conduzione per favorire
l’apparizione dei giocatori
liberati (FIG. 17)
Fissare per passare
Cercare spazio significativo di
progressione (giocare su
campo contrario) (FIG. 19)
Sentimento di appoggio
potenziale costante
Facilitare possibilità di
connessione con giocatori
vicini all’asse longitudinale per
facilitare spazio di interventi
significativo ai giocatori in
larghezza. (FIG. 20) (FIG. 21)
Dominio dello
smarcamento in possesso
per l’interno del dispositivo
difensivo
Accoglienza e adattamento
efficace (proteggere il
pallone)
Smarcamento di posizione,
adattamento, protezione del
pallone e relazioni come
incatenamento specifico per
lo sviluppo di questo
principio.
Sdoppiamenti
Permettere possibilità di
incorporazione ai terzini (FIG.
22-23-24)
Ampliamento logica degli
spazi di intervento
Determinazione per
generare superiorità
numerica
Riconoscimento del
momento e della forma per
generare e risolvere la
superiorità numerica.
(FIG. 13) Cercare spazi che facilitino progressioni. Trovare uomini liberi di opposizione per
assicurare dette progressioni
(FIG. 14) Cercare spazi che facilitino progressioni. Trovare uomini liberi di opposizione per
assicurare dette progressioni
(FIG. 15) Cercare spazi che facilitino progressioni. Trovare uomini liberi di opposizione per
assicurare dette progressioni
(FIG. 16) Collocazione del metodista come “Terzo Centrale” per provocare maggiore
possibilità di progressione: la liberazione di un centrale o l’ apertura dell’attacco rivale
(FIG. 17) Spostamento specifico con pallone, conduzione, in caso di non trovare uomini
liberi per generare l’opposizione dello stesso.
(FIG. 18) Assicurare equilibrio posizionale in caso il centrale si incorpori
(FIG. 19) Cercare spazi di progressione significativi (giocare in campo contrario), mediante
la ricerca costante degli uomini liberati di opposizione. Riconoscimento dei riferimenti
posizionali
(FIG. 20) Facilitare opportunità di relazioni con giocatori vicini all’asse longitudinale
(FIG. 21) Facilitare opportunità di relazioni con giocatori vicini all’asse longitudinale
(FIG. 22) Preparazione, accoglienza dei giocatori disposti in larghezza. Permettere
l’incorporamento ai laterali
( FIG. 23) Permettere l’incorporamento ai laterali
( FIG. 24) Permettere l’incorporamento ai laterali
10. MODELLO DI ALLENAMENTO
Il modello di allenamento del Barcellona si basa su un approccio Complesso – Sistemico
che prevede lo sviluppo integrale del calciatore. Corpo e mente sono un tutt’uno, il
calciatore è inteso come un sistema aperto in grado di interazioni e retroazioni con
l’ambiente esterno. Ambiente che determina, tramite stimoli esterni, squilibri che il
calciatore, attraverso l’auto – organizzazione cerca di riportare ad una forma di equilibrio
nuovo. Grazie a questa capacità di adattamento il calciatore è in grado di apprendere
dall’esperienza, acquisire informazioni dall’ambiente circostante, elaborarle ed infine
comportarsi di conseguenza. I sistemi sono totalità integrate (Calciatore = unità
significativa) le cui caratteristiche non possono essere ridotte a entità di livello inferiore.
(forza, resistenza, tecnica, ecc.) Nell’approccio sistemico “More is different”, l’intero è
maggiore della somma delle sue parti, le proprietà delle parti possono essere comprese
solo inserendole in un più ampio contesto in cui si trovano, considerando l’organizzazione
del tutto. Il pensiero sistemico considera e valorizza le relazioni e interazioni che ciascun
soggetto intesse con gli altri appartenenti al sistema, Questa concezione sistemica ed
olistica prevede:
· Il gioco come realtà indivisibile: le fasi e sottofasi si possono distinguere, ma mai
separare
· Il giocatore è un’unità funzionale: si deve cercare di ottimizzare tutte le
manifestazioni, non uniformare, specializzare alcune
· La priorità è il gioco e la possibilità dei giocatori di esprimere se stessi: non si tratta
di calciare meglio, correre di più, si tratta di intervenire in armonia con chi gioca.
Nessuno gioca meglio al calcio perché è migliore fisicamente; è importante
analizzare l’aspetto qualitativo degli interventi associati
· Interazione e funzione al di sopra di azione e funzione. A partire dalla descrizione
del funzionamento è possibile parlare di funzioni (compiti), non prima. E’ il
funzionamento che stabilisce la specificità delle funzioni, ciò che le origina e mai
viceversa.
· Il contesto determina il valore del giocatore: quello che facciamo è inseparabile da
dove e con chi lo facciamo. Ci sono giocatori che condizionano oltremodo il contesto
· La complementarietà si stabilisce dalle similitudini: bisogna allineare al massimo il
numero di giocatori che sentono e interpretano il gioco nella stessa maniera
· Mettere in discussione ciò che appare logico; le cose possono essere come
pensiamo o tutto il contrario, non bisogna pensare a processi determinati
· Il giocatore come produttore di conoscenza e portatore del modello: è il giocatore
quello che crea significati. Il giocatore non è un bersaglio, un documento che
bisogna riempire, l’allenatore non può trasformare il gioco in quello che vuole che
sia. Occorre scoprire, rispettare, rendere visibili e potenziare le proprietà che
emergono dall’interazione intelligente dei giocatori della squadra. Occorre elaborare
spazi di significato collettive, collocare una grammatica di gioco a partire dalle sue
relazioni specifiche. Le proposte partono dal calciatore.
Da questo approccio derivano indicazioni sui mezzi da adottare nell’allenamento per
allenare la sua auto – strutturazione:
· forme di movimento che devono contenere elementi coordinativi basilari a supporto
della tecnica dello sportivo. Si applica per mezzo di certe forme di movimento che
realizza il calciatore nella sua pratica
· proposte condizionali basate su alcuni sistemi funzionali del calciatore
· situazioni simulate preferenziali: esercitazioni relazionali con
compagni/avversari/oggetti che prendano in considerazione la sfera socio –
affettiva ed emotiva – volitiva del calciatore
Gli obiettivi dell’allenamento sono acquisire una preparazione fisica e un livello tecnico
adeguato, sviluppando il proprio talento dentro il sistema di gioco. Per fare questo si
lavora su tutti gli aspetti tecnici: il tiro, la conduzione, l’1>1, il colpo di testa, ma
soprattutto il passaggio e il controllo orientato( il 60% del lavoro tecnico si basa su questi
due fondamentali). Passaggio e controllo sono gli aspetti tecnici più importanti nello
sviluppo dello stile di gioco del club basato, anche a livello giovanile, sulla gestione della
palla e sui ritmi di gioco. La palla è costantemente presente durante l’allenamento. Nel
futbol formativo non si lavora sul risultato ma sullo stile di gioco, è importante vincere
giocando molto bene, avendo un comportamento sportivo con gli avversari e cercando di
fare più goal dell’avversario. Messi ha dichiarato in diverse interviste "Da bambino ti
insegnano a non giocare per vincere, ma per crescere nella capacità come giocatore. Al
Barça, ci siamo allenati tutti i giorni con la palla, non ho quasi mai eseguito un
allenamento senza una palla ai miei piedi. E 'stata una forma di addestramento finalizzato
molto chiaramente a sviluppare le tue capacità. "
La figura del preparatore atletico è prevista dalla categoria Juvenil B in su. La preparazione
fisica viene fatta dai 16 anni in poi sempre in forma globale, utilizzando movimenti ed
esercitazioni funzionali al gioco.
Per permettere una crescita di tutti i ragazzi gli allenatori di queste categorie hanno
l’obbligo di far giocare almeno il 40% dei minuti di gioco a disposizione a tutti i
componenti la squadra. Tutte le squadre utilizzano il sistema base della Prima squadra il
4-3-3 e come variante il 3-4-3 più offensivo.
Gli aspetti tattici su cui si lavora sono a livello offensivo: smarcamento, scelta della linea e
dell’angolo di passaggio (sui piedi, rasoterra, cambio di gioco); a livello difensivo:
marcatura, copertura, anticipo e pressione. Ogni settimana di allenamento prevede un
obiettivo tecnico, tattico offensivo e difensivo.
La struttura della seduta di allenamento è formata da cinque fasi:
1) Riscaldamento: non è quasi mai fatto a secco e in forma tradizionale, si lavora quasi
sempre con la palla
2) Prima parte: lavoro specifico sulla tecnica mediante combinazione di gesti tecnici
3) Seconda parte: torello, gioco di posizione, possesso-palla, esercitazioni con posizioni
definite
4) Partite 7>7 con e senza utilizzo di jolly, mini – partite a tre squadre, con riferimento
agli obiettivi della seduta
5) Defaticamento: serve per creare un’abitudine nel giocatore del settore giovanile
10.1. Mezzi di allenamento
I mezzi maggiormente utilizzate in tutte le categorie sono i possessi palla, i giochi di
posizione, i torelli , le esercitazioni con mantenimento delle posizioni ; esercitazioni
funzionali al gioco, dove si trovano contenuti e obiettivi trasversali che riguardano la
tecnica, la tattica individuale, e l’organizzazione collettiva sia in fase di possesso che di non
possesso. I giochi di posizione sono particolari possessi palla dove c’è correlazione
con il sistema di gioco:
· Rappresentano una evoluzione/specializzazione del possesso palla generale
· Sono indispensabili per allenare il singolo in un possesso riferito al ruolo che
svolgerà in gara
· Linee di passaggio, smarcamenti, controlli, e tutto ciò che riguarda la tecnica/tattica
individuale trovano in questi lavori grande specificità
Alcuni esempi utilizzati nel furbo formativo:
· 2vs2 più due jolly – spazio 10x10 – palla rasoterra
· 4vs4 più3 jolly – spazio 25x20 – palla rasoterra
· 5vs 5 più 2 jolly – spazio 35x20 – palla rasoterra
· 6vs6 più 2 jolly – 35x30 – palla rasoterra
· 7vs7 più 3 jolly – 40x30 – palla rasoterra
11. SETTIMANA DI ALLENAMENTO
11.1. Categoria Pre – Benjamin ( con partita nel fine settimana)
ALLENAMENTO PRE-BENJAMIN Martedì 01 Marzo 2011
ORE 19,00-20,30 N. G. 12
7’ NEL QUADRATO OGNUNO CON PALLA: CONDUZIONE E FINTE LIBERE (FIG. 1)
10’ ESRCITAZIONE PER IL TIRO (FIG.2):
- A ESEGUE UN PASSAGGIO PER B CHE PORTA PALLA, A LO ATTACCA
PASSIVAMENTE IN POSIZIONE A1 , B1 ESEGUE UNA FINTA E VA AL TIRO
- COME SOPRA , PERO’ A DIFENDE ATTIVAMENTE, FORMANDO UN 1vs 1
20’ PARTITA IN UNO SPAZIO DI 15MTX25MT, 4 ROSSI vs 4 GIALLI + JOLLY + 2 P + 4
BLU (FIG. 3)
SI GIOCA UN 4 vs 4 + JOLLY, CON 4 CHE RIMANGONO FUORI PASSIVI ED ENTRANO
QUANDO IL MISTER CHIAMA IL CAMBIO, CERCANDO DI TENERE LE POSIZIONI.

ALLENAMENTO PRE-BENJAMIN Mercoledì 02 Marzo 2011
ORE 19,00-20,30 N. G. 13
7’ IN UN QUADRATO: 2 GRUPPI DA 4 ED 1 GRUPPO DA 5 CON UN PALLONE PER GRUPPO
(FIG.1):
- PASSAGGIO IN FORMA LIBERA
- SI GIOCA A COPPIE 2vs2 , ALL’INTERNO DELLA COPPIA GIOCO; 1vs1 QUANDO
SALTO L’AVVERSARIO, PASSO LA PALLA AL MIO COMPAGNO CHE FA LA STESSA COSA;
SE L’AVVERSARIO PRENDE LA PALLA FA LA STESSA COSA CON IL SUO COMPAGNO
1X10’ ES. PER RIMESSA LATERALE (FIG. 2): A CON PALLA IN MANO LANCIA PER B CHE
DI TESTA LA TOCCA ALL’INDIETRO PER C CHE LA PRENDE IN MANO O LA STOPPA
1X15’ ES PERRIMESSA LATERALE E TIRO (FIG. 3):
- A CON PALLA IN MANO LANCIA PER B, CHE VIENE INCONTRO FACENDO UN
CONTROMOVIMENTO E SPIZZA LA PALLA DI TESTA PER C CHE RICEVE IN C1,
CONTROLLA E VA AL TIRO; STESSA COSA PER IL GRUPPO COMPOSTO DA :D,E ED
F
25’ SPAZIO DI 20X30MT CIRCA 5 ROSSI vs 5GIALLI + 3 JOLLY
25’ PARTITA CON PORTIERI
ALLENAMENTO PRE-BENJAMIN Venerdì 04 Marzo 2011
ORE 19,00-20,30 N. G. 12
10’ : - PALLAMANO 6 v6 UN PALLONE (FIG.1)
- COI PIEDI 6 PALLONI PER 12 GIOCATORI, GIOCO PALLA E AGGREDISCO: PRESSO
IL GIOCATORE CUI HO DATO PALLA (FIG.2)
12’ IN UNO SPAZIO DI 5MT X 5MT 2 GRUPPI DA 6 GIOCATORI FANNO UN TORELLO
4vs2 (FIG.3)
15’ POSSESSO PALLA (SPAZIO 20X25MT) 4 BLU + 4 ROSSI vs 4 GIALLI (FIG.4):
ALL’ESTERNO DEL RETTANGOLO 4 BLU + 2 ROSSI, ALL’INTERNO 4 GIALLI E 2 ROSSI
JOLLY. I GIALLI PRESSANO, GLI ALTRI OTTENGONO UN PUNTO DOPO UN CERTO
NUMERO DI PASSAGGI. IL MISTER CHIAMA IL CAMBIO DOPO UN CERTO TEMPO
3’-4’ PASSAGGI A COPPIE
8’ ESERCITAZIONE PER FINTA, CROSS E TIRO (FIG.5): A PORTA PALLA PER 10MT CIRCA
FINTA IL CONO, PORTA PALLA PER ALTRI 10MT CIRCA, FINTA IL CONO E CROSSA PER B
CHE SI E’ INSERITO IN AREA (B1). STESSA COSA PER D E C.
8’ ESERCITAZIONE PER FINTA, CROSS E TIRO (FIG. 6): A GIOCA PER B CHE RICEVE AD
APRIRE CON SINISTRO, PORTA PALLA PER 10 MT CIRCA, FINTA IL CONO, PORTA PALLA
PER ALTRI 10MT CIRCA, FINTA IL CONO E CROSSA PER C CHE SI E’ INSERITO IN AREA
(C1). STESSA COSA PER D, E, ED F.
15’ ESERCITAZIONE PER FINTA IN SPAZIO DI 15X15 CON DUE PORTE (FIG. 7).
I BAMBINI PARTONO IN OPPOSIZIONE DA FONDO, CAMPO FANNO UN 1vs1 PER
ANDARE AL TIRO; CHI HA SUBITO IL GOAL PRENDE PALLA E RIPARTE. SE IL PORTIERE
PARA GIOCA PALLA CON CHI DIFENDEVA.
11.2. Categoria Infantil ( con partita nel fine settimana)
ALLENAMENTO INFANTIL B Lunedì 28 FEBBRAIO 2011
ORE 19,00-20,30 N. G. 18+2 PORTIERI
5’ RISCALDAMENTO CORSA LIBERA + AL SEGNALE SI DEVONO ABBRACCIARE IN 4,
DUE RIMANEVANO FUORI
10’+ 5’ 2 GRUPPI DA 9 ES. SUL PASSAGGIO E CONTROLLO ORIENTATO:
- AB-BC-CD-DB-BD-DB-B CONDUCE FINO AD A (ROTAZIONE CONTRARIA AL
VERSO DELLA PALLA, A PASSA A B E VA IN D)(FIG. 1)
- AB-BA-AC-CD-DA-A PER B CHE DETTA IL PASSAGGIO E VA IN A (ROTAZIONE
COME SOPRA) (FIG.2)
3X10’ CON REC 2’GIOCO DI POSIZIONE 7 ROSSI VS7 GIALLI + 4 BLU (UN BLU RIMANE
FUORI E SI SCAMBIA DOPO UN CERTO TEMPO) CHE GIOCANO SEMPRE CON CHI HA
PALLA LA PALLA. VA CONQUISTATA NON INTERCETTATA, TOCCHI LIBERI (Fig. 3)
20’ PARTITA CON POSIZIONI DEFINITE A META’ CAMPO + 2 PORTIERI (Fig. 4)
ALLENAMENTO INFANTIL B Martedì 01 MARZO 2011
ORE 19,00-20,30 N. G. 18+2 PORTIERI
5’ RISCALDAMENTO SENZA PALLA
2X10’ IN UN CERCHIO DI DIAMETRO DI 10MT CIRCA (FIG.1): 9 GIOCATORI, 3
GIALLI, 3 BLU, 3 ROSSI; BLU E GIALLI FANNO POSSESSO A DUE TOCCHI CON UN
GIALLO INTERNO (JOLLY); SE I ROSSI INTERCETTANO ESCONO, RIMANE UN ROSSO
CHE DIVENTA JOLLY ED ENTRA IL COLORE CHE HA PERSO PALLA
20’ ESERCITAZIONE PER IL TIRO (FIG.2): AB-BA1-A1C, C ESEGUE STOP ORIENTATO E
CALCIA DI SINISTRO; STESSA COSA CON D,E ed F (ROTAZIONE IN SENSO ORARIO)
2X12’ ES PER CROSS E COLPO DI TESTA O TIRO AL VOLO (FIG. 3): A PORTA PALLA,
CROSSA PER B o C CHE INCROCIANO, D SE PUO’ RESPINGE; L’AZIONE FINISCE CON
TIRO O RESPINTA DI D. (ROTAZIONE SENSO ORARIO)
20’ PARTITA POSSESSO PALLA CON POSIZIONI DEFINITE
ALLENAMENTO INFANTIL B Giovedì 03 MARZO 2011
ORE 19,00-20,30 N. G. 18+2 PORTIERI
5’ RISCALDAMENTO SENZA PALLA
2X12’ ES. PER TIRO:
- A PORTA PALLA (2MT CIRCA) GIOCA PER C CHE RESTITUISCE AD A, A GIOCA PER
B CHE CONTROLLA ORIENTATO CON IL SINISTRO, GIOCA PER C CHE SI GIRA
COL SINISTRO, PASSA A D CHE SI ORIENTA CON SINISTRO E TIRA, STESSA COSA
DALL’ALTRA PARTE (FIG. 1)
- COME SOPRA SOLAMENTE CHE L’ATTACCANTE D INVECE CHE RICEVERE SUI
PIEDI, DETTA IL PASSAGGIO IN PROFONDITA’ PER IL TIRO (FIG. 2)
2X12’ 7 ROSSI vs 4 GIALLI+2 BLU (FIG. 3):
- I BLU INIZIANO L’AZIONE E STANNO A SOSTEGNO, NON SI INSERISCONO; I
GIALLI DEVONO TENERE IL POSSESSO; I ROSSI RICONQUISTARLA E PORTARE LA
PALLA AI BLU CON FRASEGGIO
- I BLU LANCIANO I ROSSI CHE CONTROLLANO O RESPINGONO SALENDO CON LA
DIFESA ED ANDANDO AD AGGREDIRE
3X6’ 6 ROSSI vs 6 VERDI+6 GIALLI IN UNO SPAZIO DI 30X30MT (FIG. 4): I 6 ROSSI
DEVONO PRESSARE PER RICONQUISTARE PALLA CHE I GIALLI E BLU DEVONO TENERE A
2 TOCCHI; OGNI 10 PASSAGGI E’ UN GOAL.
SE I ROSSI CONQUISTANO PALLA, FANNO GOAL SE RIESCONO AD ESEGUIRE 3
PASSAGGI; I GIALLI E I BLU SIA DENTRO CHE IN SPONDA DEVONO AGGREDIRE
IMMEDIATAMENTE PER IMPEDIRE I 3 PASSAGGI. OGNI 6’ RUOTANO I COLORI DENTRO
20’PARTITA: 6ROSSI vs 6GIALLI+2P+6 BLU: I 6 BLU FUORI ASPETTANO (FIG. 5)
11.3. Categoria Juvenil B (con sosta nel fine settimana)
ALLENAMENTO JUVENIL B Lunedì 28 FEBBRAIO 2011
ORE 17,30-19,00 N. 20 G + 3 PORTIERI
RISCALDAMENTO 10’: MOBILIZZAZIONE GENERALE, PIEGAMENTI ALTERNATI SU UNA
GAMBA A COPPIE E SPINTE SU UNA GAMBA, 4 ALLUNGHI META’ CAMPO CONSECUTIVI
3 STAZIONI A CIRCUITO DA 7’ CON REC. 2’ 4 GRUPPI DA 5 GIOCATORI (FIG.1)
1* GRUPPO: A COPPIE 2 PALLE MEDICHE 4/6 SLANCI CON LE BRACCIA+ SPINTE
SPALLA CONTRO SPALLA + SCATTO DI 25/30MT RITORNO CORSA LENTA STAZIONE
SUCCESSIVA
2* GRUPPO: A COPPIE 2 OSTACOLI FALSATI + SCATTO DI RITORNO SU CINESINO, 2
OSTACOLI + SPRINT DI 25/30MT RITORNO CORSA LENTA STAZIONE SUCCESSIVA
3* COME STAZIONE 1*: A COPPIE, TRAZIONI INTORNO AL PALETTO
4* GRUPPO: A COPPIE 5 PIEGAMENTI SULLE BRACCIA , SPINTE CON MANI FINO AL
CINESINO, SPRINT IN DIAGONALE, TRAZIONI, SPRINT FINO AL CINESINO
5’ LANCI A COPPIE, ANCHE AL VOLO
2X 10’ GIOCO DI POSIZIONE 4 vs 4+ 3 COMODINI SPAZIO CIRCA 20X 15 REC. 2’/3’ CON
ADDOMINALI A TERRA (FIG. 2)
20’ PARTITA 25X 40 (LARGHEZZA AREA) CON PORTE GRANDI 6vs6vs6 + 1 JOLLY, 6
STANNO FUORI GLI ALTRI DENTRO: CHI FA GOL ESCE ED ENTRANO GLI ALTRI A DUE
TOCCHI (FIG. 3)
ALLENAMENTO JUVENIL B Martedì 01 MARZO 2011
ORE 17,30-19,00 N. 16 G + 2 PORTIERI
5’ RISCALDAMENTO SENZA PALLA
3’ STRETCHING + SLANCI
4’ GIOCO (DIVISI IN 5 GRUPPI , 3 GIOCATORI CON CASACCA IN MANO, DEVE PRENDERE
UN GIOCATORE CHE NON E’ ABBRACCIATO AD UN ALTRO; CHI E’ PRESO PRENDE LA
CASACCA E SUA VOLTA DEVE PRENDERE UN ALTRO)
5’ A E B PARTONO CON SKIPP, CALCIATA DIETRO, SLANCI GAMBE, BRACCIA, ARRIVANO
A 1 , CORSA ALL’INDIETRO IN DIAGONALE IN 2, POI FANNO TRAZIONI O CORSA
LATERALE + SALTO BATTENDO LE MANI FINO A 3, SPRINT INCROCIATO FINO A 4,
RITORNANO IN CORSA LENTA E RIPARTONO: IL SECONDO PARTE QUANDO IL PRIMO E’
IN 1 . (FIG.1)
5’ PASSAGGI, LANCI A COPPIE
2X12’ REC. 2’ (FIG. 2)
2 GRUPPI DA 8 GIOCATORI (A E B). A INIZIA CON 2 SLANCI CON PALLA MEDICA ,
SALTA DUE OSTACOLI E SCATTA FINO A 1; SCAMBIA CON B (1-2), CORSA LENTA FINO A
2, SPRINT FINO AL PALETTO, CORSA ALL’INDIETRO FINO A 3, SPRINT FINO AL
PALETTO, CORSA ALL’INDIETRO FINO A 4, SPRINT FINO A 5, GIRO INTORNO AL
CINESINO PASSAGGIO CON B1 (1-2), CORSA LENTA FINO A 6, 2/4 SLANCI CON PALLA
MEDICA, SKIPP RAPIDO IN AVANZAMENTO, PASSAGGIO CON B1 (1-2), CORSA IN
AVANZAMENTO, PASSANDO DAVANTI AL PALETTO PASSAGGIO CON B2, GIRO INTORNO
AL PALETTO, SALTO DI UNO DEI DUE OSTACOLI, VA A PRENDERE IL PASSAGGIO DA B2
E VA AL TIRO. DOPO IL TIRO VA A PRENDERE POSIZIONE NEL GRUPPO B. DURATA DEL
CIRCUITO 45” CIRCA, IL 2° GIOCATORE PARTE DOPO 10 “ CIRCA DAL PRIMO
12’ IN CERCHIO IN MEZZO AL CAMPO:
- 3X30” POSIZIONE TIPO PIEGAMENTI IN FORMA STATICA A BRACCIA TESE
- 2X30”DS -30”SX POSIZIONE LATERALE STATICA (ADDOMINALE) UNA GAMBA E UN
BRACCIO IN APPOGGIO, GLI ALTRI TESI IN ALTO (EQUILIBRIO)
- 2X30”DS -30”SX COME SOPRA CON SLANCIO LATERALE DELLA GAMBA LIBERA,
ALTERNATO A SLANCIO IN ALTO
25’ 6GIALLIvs6ROSSIvs6BLU (FIG.3). I BLU FUORI PASSIVI NON GIOCANO, UN BLU FA IL
JOLLY,: CHI FA GOAL RIMANE, CHI SUBISCE ESCE ; RIMANE SEMPRE UN JOLLY DELLA
SQUADRA CHE ESCE.
- 2 TOCCHI
- TOCCHI LIBERI
- CAMBIO CHIAMATO DAL MISTER VERSO LA FINE
ALLENAMENTO JUVENIL B Mercoledì 02 MARZO 2011
ORE 17,30-19,00 N. 14 G + 2 PORTIERI
5’ RISCALDAMENTO SENZA PALLA
3’ 4 PALLONI PASSAGGI NELLA META’ CAMPO
2X10’ + 1 X5’
REC. 1’ ADDOMINALI
4 ROSSIvs4 GIALLIvs4 BLU + 2 JOLLY (SPAZIO 10MTX10MT (FIG.1)
ROSSI DEVONO FARE 10 PASSAGGI E POI CAMBIO DI GIOCO PER GIALLI; SE I BLU
INTERCETTANO I ROSSI VANNO A PRESSARE IN 2, NEL CASO CONTRARIO I 2 BLU
FERMI NELLA ZONA INTERMEDIA VANNO A PRESSARE I GIALLI. SI GIOCA SEMPRE UN
5>2
2X7’ REC. 1’ (SIA A DX CHE A SX)(FIG.2)
AC, CA,AB, BD1, D1 CROSSA PER C1 E B2 CHE SI SONO INSERITI
C DOPO PASSAGGIO AD A SCATTA DIETRO IL PALETTO, SALTA OSTACOLO E VA A
PRENDERE IL CROSS
B DOPO PASSAGGIO GIRA PALETTO, SALTA OSTACOLO E VA A PRENDERE ILCROSS
D FA SKIPP TRA PALETTI A TERRA, CONTROMOVIMENTO, GIRA DIETRO IL PALETTO E
SCATTA IN FASCIA PER RICEVERE DA B E CROSSARE. D INIZIA I MOVIMENTI QUANDO
A PASSA A C
A VA AL POSTO DI C (GIRO IN SENSO ORARIO)
REC. 4’/5’
25’ PARTITA 4 ROSSIvs4 BLU vs4 GIALLI + 1 JOLLY + 2 PORTIERI (FIG.3)
I BLU SONO FUORI PASSIVI. LA SQUADRA IN POSSESSO STA LARGA CON I DUE
ESTERNI, IL CAMBIO E’ CHIAMATO DAL MISTER (DOPO 2’-3’), OPPURE QUANDO C’E’ IL
GOAL.
SE I DIFENSORI BUTTANO LA PALLA, IL PORTIERE INIZIA IL GIOCO CON LE MANI
ALLENAMENTO JUVENIL B Giovedì 03 MARZO 2011
ORE 17,30-19,00 N. 18 G + 2 PORTIERI
5’ RISCALDAMENTO SENZA PALLA
3’ STRETCHING
3’ 2X (2 ALLUNGHI ANDATA E RITORNO A META’ CAMPO + STRETCHING)
19’-20’ TORELLO SUL CERCHIO DI CENTROCAMPO 3 DENTRO> 17 SUL PERIMETRO DEL
CERCHIO (FIG.1)
CHI STA FUORI GIOCA AD UN TOCCO, ENTRANO CHI SBAGLIA IL PASSAGGIO, QUANDO
VIENE INTERCETTATO E CHI GLI PASSA LA PALLA
2X12’ REC. 2’ ADDOMINALI
5 ROSSI vs 5 GIALLI vs 5 VERDI + 2 PORTIERI (FIG.2)
I ROSSI DOPO 14/15 PASSAGGI DEVONO CAMBIARE SUI GIALLI, E’ UN 6vs2; SE I BLU
INTERCETTANO VANNO I ROSSI A PRESSARE, SEMPRE IN DUE E TRE RIMANGONO IN
ATTESA NELLO SPAZIO. I PORTIERI RIMANGONO SEMPRE NON VANNO A PRESSARE,
SONO JOLLY.
30’ PARTITA 6 ROSSI vs 6 VERDI vs 6 GIALLI + 2 PORTIERI (CAMPO LARGHEZZA AREA
FINO A META’ CAMPO) (FIG. 3): SIGIOCA 6vs 6 ( RIMANGONO FUORI 10’, FANNO
TORELLO)
12. CONCLUSIONI
Ho cercato in questo mio ardito e ambizioso lavoro di dare un’impostazione sistemica e
unitaria anche alla struttura stessa di questa tesina, per essere coerente con l’approccio
sistemico – complesso del progetto Barcellona. Approccio che durante il mio viaggio
affascinante nel pianeta Barça, si è rivelato cardine – ispiratore di tutta la mia ricerca.
Pertanto ho distinto fasi di lavoro in ipotesi, fasi realizzative e fasi conclusive, nelle mie
bozze di lavoro cartaceo, soltanto per rendere, spero, più ordinato e chiaro il contenuto,
senza mai operare divisioni e separazioni. Ho cercato un filo conduttore, un continuum
trasversale che, spero si possa riscontrare e ritrovare lungo tutto il percorso di lettura:
l’essenza della loro filosofia di vita e di sport. La vera forza del progetto Barcellona sta
infatti nella semplicità, nella chiarezza di idee, nella riscoperta di valori antichi in chiave
moderna, attraverso un’etica costante e coerente. In un mondo confuso nei valori
dominanti, specializzato all’eccesso, nel quale regna sovrano l’individualismo esasperato,
l’apparenza, la visibilità senza un percorso fatto di fatica, competenze e contenuti. In un
mondo dove si cerca il risultato veloce e a tutti i costi, dove il fine giustifica i mezzi . Nel
Barcellona si riscoprono i valori fondamentali del vivere e dell’essere persona. Quegli stessi
valori che mettono le ali all’etica, se perseguiti con coerenza nella pratica quotidiana. Si
riscoprono il percorso, l’importanza del processo, la fatica, la volontà e la costanza nel
perseguire un obiettivo. Si riscoprono il rispetto della persona in quanto tale, in relazione
e in interazione con gli altri, con altruismo e cooperazione all’interno di un contesto. Si
riscoprono le regole basilari della convivenza, regole che non tolgono, ma che tutelano
tutti coloro che vivono quel contesto. Si riscoprono il piacere di stare insieme e di
divertirsi attraverso il gioco. La loro metodologia di lavoro e il modello di gioco sono
impregnati di questi significati e di questi contenuti alti, che restituiscono speranza e gioia
a chi come me crede ancora nei valori più puri dello sport.


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