sabato 31 dicembre 2011
mercoledì 28 dicembre 2011
Rosario Ligato: DIFFERENZE TRA ORGANIZZAZIONE DI GIOCO E BEL GIOCO...
Rosario Ligato: DIFFERENZE TRA ORGANIZZAZIONE DI GIOCO E BEL GIOCO...: Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) 28 dicembre 2011 - Cari amici buonasera, sono le ore 20:30 di un freddo mercoledì di fine mese. V...
lunedì 26 dicembre 2011
Rosario Ligato: IL CROSS DAL FONDO COME TATTICA PER FARE GOL
Rosario Ligato: IL CROSS DAL FONDO COME TATTICA PER FARE GOL: Torino 26 Dicembre 2011 - E' statisticamente provato che in maggioranza i gol nascondo dal cross dal fondo, ragion per cui dobbiamo usare...
venerdì 23 dicembre 2011
Rosario Ligato: IL FUORIGIOCO, DAL MAESTRO ARRIGO SACCHI AD OGGI
Rosario Ligato: IL FUORIGIOCO, DAL MAESTRO ARRIGO SACCHI AD OGGI: Torino 23 dicembre 2011 - E' tardi lo so, ma tra lavoro e calcio non riesco a trovare mai un po' di tempo da dedicare ai miei lettori che ...
lunedì 19 dicembre 2011
Rosario Ligato: L'ALLENAMENTO DEI GIOVANI CALCIATORI
Rosario Ligato: L'ALLENAMENTO DEI GIOVANI CALCIATORI: Torino 19 dicembre 2011 - Sono tanti i ragazzi che ogni anno si laureano in Scienze Motorie, di questi, alcuni prenderanno la strada del c...
sabato 17 dicembre 2011
Rosario Ligato: VOGLIO UN PRESSING ASFISSIANTE
Rosario Ligato: VOGLIO UN PRESSING ASFISSIANTE: Torino 16 dicembre 2011 - Stasera vi parlerò del pressing, una tattica che se attuata nel modo giusto, può mandare in tilt la struttura ...
domenica 11 dicembre 2011
Rosario Ligato: IL 3-5-2 ANALISI E SOLUZIONI
Rosario Ligato: IL 3-5-2 ANALISI E SOLUZIONI: Salve a tutti, oggi vorrei presentare il modulo che prevede 3 difensori, 5 centrocampisti e 2 attaccanti: ho selezionato 5 immagini da me cr...
domenica 21 agosto 2011
lunedì 15 agosto 2011
UNA SETTIMANA NELLA “CANTERA” DEL F.C. BARCELLONA
1.PREMESSA: “Undici Palloni”
In strada, in un cortile, in un parco, in un campo tutti i bambini/e che giocano a calcio
amano avere il pallone tra i piedi.
giovedì 23 giugno 2011
SGS > Scuole calcio Dalla tecnica di base alla tattica individuale Per migliorare le capacità tecniche dei nostri futuri campioni e permettere un confronto alla pari con altre grandi scuole europee di football è necessario impostare un lavoro di ampio respiro che coinvolga l'intera società e che preveda focus specifici per ogni fascia d'età Stefano Bonaccorso | |
Pare che le nuove generazioni di calciatori mostrino, sempre maggiori carenze tecniche che si evidenziano con un impoverimento dell’espressione di alcuni gesti (calciare, colpire di testa, dribblare) con conseguenti difficoltà nel confronto con altre realtà europee (spagnole, francesi, olandesi). Analizzando alcune cause di tale "impoverimento", si possono riscontrare le più evidenti: la diffusa cultura della vittoria, la mancanza di occasioni di gioco nella vita quotidiana, che rende i ragazzi poveri dal punto di vista motorio, la scarsa motivazione all’impegno sportivo, i minimi investimenti economici nei settori giovanili. Per migliorare tale situazione è evidente che ogni operatore sportivo dovrà dare il proprio contributo. Il club, rappresentato dai dirigenti e dal responsabile del settore giovanile, ha il compito di definire la propria filosofia rispetto alla pratica sportiva dei giovani, esplicitando principi e finalità a cui devono attenersi i tecnici nel redigere la programmazione annuale. (Nella tab. 1 vengono esposte le linee guida per la programmazione calcistica per fasce d’età). I principi educativi a cui gli adulti devono attenersi sono quelli ispirati ai diritti, ai bisogni e alle caratteristiche evolutive dei giovani giocatori. Gli allenatori potrebbero migliorare i programmi di insegnamento-apprendimento della tecnica (qualità), aumentando, nel corso degli allenamenti, il tempo da dedicargli (quantità). | |
Organizzazione e conduzione di una Scuola Calcio - Organizzazione della Struttura - Obiettivi didattici per fasce d'età - Primi Calci Pulcini Esordienti
di Eugenio Prof.Toti
Scuola Calcio
Le società calcistiche per realizzare l’addestramento e la formazione dei giovani calciatori delle Ctg. “Primi Calci”, “Pulcini”, “Esordienti”, possono costituire nel loro ambito una scuola calcio e, avendone i requisiti dal CONI, possono chiedere che la Scuola Calcio sia riconosciuta come “Centro d’Avviamento allo Sport” (C.A.S.)
Le società calcistiche per realizzare l’addestramento e la formazione dei giovani calciatori delle Ctg. “Primi Calci”, “Pulcini”, “Esordienti”, possono costituire nel loro ambito una scuola calcio e, avendone i requisiti dal CONI, possono chiedere che la Scuola Calcio sia riconosciuta come “Centro d’Avviamento allo Sport” (C.A.S.)
Sede della Scuola Calcio
giovedì 16 giugno 2011
domenica 12 giugno 2011
Rosario Ligato: ANALISI TATTICA DI EMPOLI-TORINO
Rosario Ligato: ANALISI TATTICA DI EMPOLI-TORINO: "A parte l'1a1 finale che non accontenta nessuno vorrei evidenziare gli aspetti tattici di questa partita. L'Empoli parte con un 4 4 2, in f..."
venerdì 22 aprile 2011
Raffaele Di Pasquale e la M.O.
Raffaele Di Pasquale allenatore di calcio di I cat.
Posted on dicembre 12, 2010
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 2-Preparazione Atletica, 3-Preparazione Tecnica, 4-Preparazione Mentale
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 2-Preparazione Atletica, 3-Preparazione Tecnica, 4-Preparazione Mentale
domenica 17 aprile 2011
venerdì 25 marzo 2011
R.L: Processo di allenamento giovane calciatore
R.L: Processo di allenamento giovane calciatore: "http://www.scribd.com/doc/50698603/Il-processo-di-allenamento-del-giovane-calciatore-secondo-i-principi-della-metodologia-operativa"
venerdì 11 marzo 2011
Allenatore Nuovo: L'allenatore di settore giovanile secondo i princi...
Allenatore Nuovo: Memorizzazione e Processo Di Apprendimento Secondo...
Allenatore Nuovo: Il processo di comunicazione calcistico secondo i ...
Allenatore Nuovo: Progressione didattica di una difesa a 4 zona seco...
Allenatore Nuovo: L'Allenatore Di Calcio Efficace Secondo i Principi...
Allenatore Nuovo: l'Allenatore Efficace e La Metodologia Operativa
Allenatore Nuovo: Lo sviluppo delle capacità coordinative speciali e...
Allenatore Nuovo: Apprendimento Significativo e Metodologia Operativ...
Allenatore Nuovo: IL Metodo Non Direttivo e La Metodologia Operativa...
Allenatore Nuovo: Allenarsi ad allenare le capacità di comunicazione...
Allenatore Nuovo: Sviluppo Della Potenza Aerobica Del Cal CIA Tore S...
Allenatore Nuovo: La Costruzione Del Giuoco Di Squadra Attraverso La...
Allenatore Nuovo: Possesso Palla Attraverso La Metodologia Operativa...
Allenatore Nuovo: Sviluppo Della Potenza Aerobica Attraverso l'Utili...
Allenatore Nuovo: La Mente nella Metodologia Operativa e l' Apprendi...
Allenatore Nuovo: La potenza aerobica nel calcio e la metodologia op...
Allenatore Nuovo: A proposito della formazione tecnica continua: il ...
lunedì 10 gennaio 2011
LE REGOLE DI ROSARIO LIGATO
LE REGOLE DI ROSARIO LIGATO
1) Il calcio è uno sport di squadra dove tutti gli elementi che compongono una rosa sono parte integrante di un progetto, di un'organizzazione, e per rendere al massimo devono rispettare delle regole che tutelino il gruppo.
2) All'intero di una squadra bisogna rispettare i ruoli: l'allenatore ha un ruolo fondamentale e ha le maggiori responsabilità. Ogni sua parola è legge, il calciatore non deve mai replicare. Va rispettato il capitano della squadra che ha un ruolo importante all'intero della squadra. La squadra è come una famiglia e se ci sono problemi si discuno ma non escono mai fuori dallo spogliatoio.
3) Il nostro obiettivo è la vittoria e per arrivare ad essa bisogna curare tanti dettagli e possedere tante doti: il sacrificio è l'aspetto più importante. Ogni calciatore deve aiutare il compagno di squadra in ogni momento di difficoltà, sia in campo che fuori. La vittoria nasce da qui.
4) Il calcio è uno sport soprattutto mentale, è la testa che fa la differenza: dobbiamo lavorare in modo che la concentrazione sia sempre massimale. Poche ore di allenamento ma fatte bene e con la massima intensità.
5) Il calcio è uno sport importante, ma pur sempre uno sport: bisogna giocare senza paura, senza timore di sbagliare. L'errore di oggi ci renderà perfetti domani.
6) Per rendere la massimo bisogna allenarsi divertendosi: spetterà all'allenatore preparare sedute sempre differenti e soprattutto divertenti senza perdere di vista l'obiettivo dell'allenamento.
7) L'organizzazione per una squadra di calcio è fondamentale: gli scarpini devono essere sempre pulite prime di ogni allenamento, i borsoni devono essere posizionati in alto sopra il rispettivo posto. I calciatori devono indossare tutti gli stessi indumenti ed entrare in campo tutti allo stesso momento e sempre in modo ordinato. L'estetica è l'anticamera della forza di una squadra.
8) La voglia di vincere deve essere impressa nella mente di ogni atleta, l'ambizione di andare avanti e far bene non deve mancare nel dna del calciatore.
9) Fuori dal campo l'altleta è tenuto a rispettare un comportamento in linea con la aspettative della squadra. Non sono ammessi comportamenti che alterano lo stato psicofisico dell'altleta, tipo bere alcolici e fare tardi la sera specie nei giorni antecedenti le gare. Il comportamento esemplare dell'atleta è un sensi di rispetto verso tifosi, società, compagni e allenatore.
10) Il calcio è lo sport più bello del mondo e fare parte di una squadra deve essere uno stimolo per fare sempre meglio. Chi fa parte di un gruppo ha la fiducia della società, dei compagni e dell'allenatore e deve sentirsi parte integrante di un progetto.
I MUSCOLI DEL CORPO UMANO
LO STOP
L'APPRENDIMENTO DELLO STOP NEL CALCIO
Lo Stop:
Allora partiamo dalla coordinazione di base il piatto del piede:il punto di impatto per il piatto è il centro della caviglia sotto il malleolo ed è valido sia per condurre, per ricevere (stop stop a seguire ) e per calciare, basta saper differenzIare la potenza (ufficialmente è il centro del piede zona incavo).
Solitamente, la tecnica statica insegna che per stoppare la palla, bisogna mandare avanti verso la palla in arrivo il piede ricevente, e prima dell’impatto, effettuare un movimento di arretramento accompagnando la palla nella sua stessa direzione. ( in questo caso il piede portante deve necessariamente essere fermo).
In un contesto dinamico , invece, risulta più efficace fare un piccolo saltello all’indietro con il piede portante, anzichè allungare e arretare il piede ricevente.
Gli effetti sono due: da una parte si smorza la velocità della palla perchè il piede che riceve si sposta all’indietro automaticamente, dall’altra il saltello effettuato con il Piede Portante permette di mantenere l’equilibrio e la coordinazione di base in movimento.
Per completare lo “stoppaggio in un contesto dinamico: ovviamente non può essere solamente il saltino all’indietro (o sul posto) il calciare è uno schema motorio di base (stop stop a seguire) , deve essere sviluppato in più direzioni con potenza differenziata……quindi, se la palla arriva lateralmente da sinistra o da destra, si posiziona il piede portante nella direzione di arrivo della palla e si esegue lo stop nella direzione di corsa (diritti davanti al corpo) , se la palla arriva frontalmente, ma bisogna andare a sinistra o a destra del corpo il saltino con il piede portante è fondamentale: si salta col sinistro girandolo a sinistra se si esegue di destro, e viceversa col destro).
In questo caso il piede portante funge da “mirino”, (significa che si esegue nella direzione del piede portante), se invece si esegue con l’esterno il piede portante perde questa classificazione.
SINTESI
- arrvo laterale della palla da destra : esecuzione davanti al corpo di piatto sinistro, int. collo sinistro.
- arrivo laterale della palla da sinistra: esecuzione davanti al corpo di piatto destro, int. collo destro.
- arrivo frontale della palla, esecuzione a sinistra del corpo (chiusura) :piatto destro, int. collo destro, est.collo sinistro.
- arrivo frontale della palla, esecuzione a destra del corpo (chiusura): piatto sinistro, int. collo sinistro, est. collo destro.
Quando la palla arriva frontalmente, se si gira il corpo verso destra (apertura) si determina un arrivo laterale da sinistra e se si gira il corpo verso sinistra (apertura) si determina un arrivo laterale da destra.
Nellla letteratura calcistica si parla di ” chiusura, e apertura ” e di “esterno” come se fosse a parte, l’esterno fà parte della chiusura. (con l’esterno non si può aprire, è una regola). Per ultimo, le situazioni di arrivo laterali, e le situazioni di arrivo frontali con apertura e chiusura, si possono determinare anche nella conduzione, ci sono nessi precisi: conducendo la palla in avanti, sorpassando la palla a destra per andare a sinistra, si determina una situazione di arrivo laterale da sinistra, mentre, sorpassando la palla a sinistra per andare a destra, si determina una situazione di arrivo laterale da destra, le stesse situazioni si creano amche nei cambi di senso determinando una situazione di arrivo frontale per eseguire nella stessa direzione, o per andare a destra o a sinistra.
La conduzione è un piccolo passaggio a sè stessi, quindi conducendo e sorpassando la palla si determina una situazione di arrivo ( ricezione) con una successiva conduzione o trasmissione.
LA RIMESSA LATERALE
La rimessa laterale viene utilizzata quando il pallone oltrepassa, con tutta la sua circonferenza, la linea laterale del campo.
La palla deve essere lanciata con le mani (entrambe contemporaneamente) non oltre il limite del centro della propria testa, con entrambi i piedi al suolo e fuori dalla linea del campo.
Il pallone può essere lanciato da fermi o con rincorsa. Nel primo caso il giocatore afferra la palla con il palmo delle mani e con le dita che aderiscono morbidamente al pallone stesso. All'inizio del movimento il giocatore assume una posizione di divaricata laterale, o antero posteriore. Il pallone viene quindi portato in alto, sopra-dietro la testa. A questo punto tutto il corpo è proteso all'indietro e inizia il lancio vero e proprio: grazie ad una “frustata” la palla viene portata avanti e rilasciata nel momento in cui si trova sopra la testa, o appena più avanti.
Nella rimessa laterale con rincorsa, la palla viene lanciata ancora più lontana. In questo caso dobbiamo porre attenzione a non staccare i piedi da terra, cosa che può avvenire con più facilità in caso di rincorsa.
Alcuni consigli per effettuare correttamente la rimessa laterale:
non utilizzare più energicamente un braccio rispetto all'altro;
non sollevare uno o entrambi i piedi da terra;
non lasciar cadere il pallone davanti a sé;
essere rivolti verso il campo da gioco;
non appoggiare uno o entrambi i piedi sulla linea laterale (o dentro al campo di gioco).
Errori più comuni circa la tecnica di esecuzione della rimessa laterale:
sostenere il pallone con le mani dai lati;
tenere i polsi bloccati quando si lancia il pallone;
non inarcare sufficientemente il corpo all'indietro;
movimenti non coordinati tra di loro.
Esercitazioni
È necessario lavorare sulla distanza e la precisione del rilancio: coordinare le varie componenti del movimento, misurando la forza di tutti i distretti muscolari. Per la precisione dobbiamo esercitarci a valutare la distanza del compagno e il tempo di movimento.
La palla deve essere lanciata con le mani (entrambe contemporaneamente) non oltre il limite del centro della propria testa, con entrambi i piedi al suolo e fuori dalla linea del campo.
Il pallone può essere lanciato da fermi o con rincorsa. Nel primo caso il giocatore afferra la palla con il palmo delle mani e con le dita che aderiscono morbidamente al pallone stesso. All'inizio del movimento il giocatore assume una posizione di divaricata laterale, o antero posteriore. Il pallone viene quindi portato in alto, sopra-dietro la testa. A questo punto tutto il corpo è proteso all'indietro e inizia il lancio vero e proprio: grazie ad una “frustata” la palla viene portata avanti e rilasciata nel momento in cui si trova sopra la testa, o appena più avanti.
Nella rimessa laterale con rincorsa, la palla viene lanciata ancora più lontana. In questo caso dobbiamo porre attenzione a non staccare i piedi da terra, cosa che può avvenire con più facilità in caso di rincorsa.
Alcuni consigli per effettuare correttamente la rimessa laterale:
non utilizzare più energicamente un braccio rispetto all'altro;
non sollevare uno o entrambi i piedi da terra;
non lasciar cadere il pallone davanti a sé;
essere rivolti verso il campo da gioco;
non appoggiare uno o entrambi i piedi sulla linea laterale (o dentro al campo di gioco).
Errori più comuni circa la tecnica di esecuzione della rimessa laterale:
sostenere il pallone con le mani dai lati;
tenere i polsi bloccati quando si lancia il pallone;
non inarcare sufficientemente il corpo all'indietro;
movimenti non coordinati tra di loro.
Esercitazioni
È necessario lavorare sulla distanza e la precisione del rilancio: coordinare le varie componenti del movimento, misurando la forza di tutti i distretti muscolari. Per la precisione dobbiamo esercitarci a valutare la distanza del compagno e il tempo di movimento.
IL COLPO D TESTA
Saper colpire bene il pallone di testa è importantissimo nel calcio moderno. Splendidi gol vengono realizzati attraverso colpi di testa su passaggi dalle fasce e non solo. L'uso del colpo di testa risulta essere necessario per imprimere alla palla delle traiettorie aeree, che diversamente non sarebbe possibile fare.
Ecco alcuni accorgimenti da tenere presente:
colpisci il pallone con la fronte: non ti procurerà alcun dolore (non colpire il pallone con la tempia: è pericoloso);
segui con lo sguardo il pallone sino al momento dell'impatto con la fronte;
in attesa dell'arrivo del pallone poniti frontalmente rispetto ad esso.
Il pallone può essere colpito con qualsiasi parte della testa, purché si raggiunga l'obiettivo; la fronte, avendo una superficie di impatto più larga, è più precisa. Essa ci permette di seguire con lo sguardo, per un tempo più lungo, la traiettoria della palla.
Quando la palla arriva veloce e l'attaccante vuole agevolare l'azione del compagno, può sfiorarla o colpirla con la parte laterale della fronte.
Tecnica del colpo di testa da fermi
I piedi dovrebbero essere leggermente divaricati per avere un maggiore equilibrio e permettere al tronco una maggiore libertà di movimento. Il tronco si flette nella direzione della palla attraverso un'azione di contromovimento. In seguito, la testa viene proiettata verso la palla.
Per cambiare la direzione della palla, la testa ed il collo devono essere ruotati in modo tale da dirigerla nella direzione voluta. Le gambe, in quest'ultimo caso, devono essere divaricate con la gamba più arretrata che determina la direzione che si vuole imprimere alla palla (la gamba destra deve essere posizionata posteriormente se la palla la si vuole girare a destra, e viceversa).
Tecnica del colpo di testa in movimento
La differenza principale tra il colpo di testa in corsa e quello da fermo, consiste nella minore ampiezza del contromovimento.
Tecnica del colpo di testa in elevazione
Nel colpo di testa in elevazione risulta di fondamentale importanza il giusto tempo di stacco. Se la palla viene colpita nel momento del vertice del salto, è possibile ottenere una maggiore precisione e forza, potendo utilizzare al meglio tutte le articolazioni.
Tecnica del colpo di testa all'indietro
Il colpo di testa all'indietro può essere reso più incisivo se la testa viene spinta improvvisamente indietro con un movimento limitato al tratto cervicale del rachide.
Elementi da considerare nel colpo di testa
parabola del pallone e conseguente scelta della posizione da assumere;
superficie della fronte con la quale si vuole colpire la palla;
equilibrio e forza;
ampiezza del movimento
mancanza di precisione (può essere dovuta al fatto che non si colpisce la palla al centro della fronte. Cosa fare: sensibilizzare l'allievo al contatto del pallone con la fronte e far provare il colpo di testa anche con parti diverse del capo, affinché sia l'allievo stesso a scegliere la parte che gli offre più sicurezza
.
LA TATTICA NEL CALCIO
LA TATTICA NEL CALCIO
La tattica può essere sia collettiva, sia individuale.
Tattica collettiva: è un'azione coordinata tra due o più giocatori, tesa ad ottenere uno scopo determinato in precedenza.
Tattica collettiva: è un'azione coordinata tra due o più giocatori, tesa ad ottenere uno scopo determinato in precedenza.
Tattica individuale: sono tutti quegli accorgimenti e movimenti per mezzo dei quali la nostra prestazione risulta utile ed economica.
La tattica va eseguita con autonomia da ogni giocatore della partita. Ogni calciatore deve essere autore del disegno tattico. Ognuno è responsabile e quindi ha libertà decisionale in fatto di modi, tempi, spazi, scelta, esecuzione, tenendo pur conto dei movimenti degli altri.
Attenzione che senza la tecnica non si può fare tattica. Quindi i bambini o gli adulti dilettanti, devono essere istruiti sulla tecnica. Non si può insegnare un disegno tattico o studiare movimenti preordinati se non si è in grado di gestire il pallone.
Il giocatore ideale è quello che possiede una tecnica precisa e rapidità d'esecuzione abbinata a ripetuta velocità di spostamento, inserita in azioni di gioco, con una rapida e variegata capacità di decisione tattica.
Il tempo è la chiave per giocare a calcio. Tempo di marcamento o smarcamento, tempo di battuta, tempo di passaggio ecc…..
Il lavoro dell'allenatore deve essere rivolto a migliorare i tempi di gioco, non sull'applicazione passiva da parte dei giocatori, di schemi preordinati e tempi fissi. Il calcio è uno sport di situazione, non si può prevedere cosa succederà durante la partita, quindi l'allenatore deve abituare i propri giocatori ad autonomia decisionale in un sistema chiaro a tutti.
La tattica va eseguita con autonomia da ogni giocatore della partita. Ogni calciatore deve essere autore del disegno tattico. Ognuno è responsabile e quindi ha libertà decisionale in fatto di modi, tempi, spazi, scelta, esecuzione, tenendo pur conto dei movimenti degli altri.
Attenzione che senza la tecnica non si può fare tattica. Quindi i bambini o gli adulti dilettanti, devono essere istruiti sulla tecnica. Non si può insegnare un disegno tattico o studiare movimenti preordinati se non si è in grado di gestire il pallone.
Il giocatore ideale è quello che possiede una tecnica precisa e rapidità d'esecuzione abbinata a ripetuta velocità di spostamento, inserita in azioni di gioco, con una rapida e variegata capacità di decisione tattica.
Il tempo è la chiave per giocare a calcio. Tempo di marcamento o smarcamento, tempo di battuta, tempo di passaggio ecc…..
Il lavoro dell'allenatore deve essere rivolto a migliorare i tempi di gioco, non sull'applicazione passiva da parte dei giocatori, di schemi preordinati e tempi fissi. Il calcio è uno sport di situazione, non si può prevedere cosa succederà durante la partita, quindi l'allenatore deve abituare i propri giocatori ad autonomia decisionale in un sistema chiaro a tutti.
Possiamo dividere la partita di calcio essenzialmente in due parti ben distinte:
Fase di possesso palla (la mia squadra ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e dal giocatore)
Fase di non possesso palla (la squadra avversaria ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e del giocatore)
Nella tattica individuale in fase di possesso palla il giocatore deve conoscere:
Nella tattica individuale in fase di possesso palla il giocatore deve conoscere:
Lo smarcamento: in zona luce (zona dove sia possibile ricevere la palla); in diagonale
Difesa e protezione della palla: ad ogni ricezione devo mettere il corpo a protezione della palla; andare sempre in contro alla palla; andare sempre sul punto di caduta su palloni che arrivano dall'alto
Passaggio: la precisione determina il vantaggio rispetto alla conduzione della palla: è più veloce; supero più avversari in un colpo solo; determina meno consumo energetico
Guida della palla, finta e dribbling
Tiro in porta
Nella fase di non possesso palla, deve conoscere:
Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta
Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta
Marcamento: a uomo (la posizione è determinata dall'avversario); a zona (la posizione è determinata dalla palla)
Intercettamento e/o anticipo: contrasto diretto; contrasto indiretto (mettere in zona d'ombra l'avversario)
Difesa della porta: difendere il portiere nei suoi interventi; non girarsi in occasioni di possibili tiri degli avversari; copertura di parte della porta con il corpo; non ostacolare il proprio portiere
I princìpi di gioco collettivi, in fase di possesso palla sono:
Scaglionamento: i giocatori non devono mai trovarsi in linea, ma devono formare dei triangoli tra di loro.
Scaglionamento: i giocatori non devono mai trovarsi in linea, ma devono formare dei triangoli tra di loro.
Penetrazione: o anche profondità e verticalizzazione. Bisogna arrivare prima possibile nelle vicinanze dell'area di rigore degli avversari, per essere in zona pericolosa per gli avversari e lontani da quella di pericolo per la nostra squadra.
Ampiezza: sfruttare tutta l'ampiezza del terreno di gioco per creare spazi utili ed aprire le maglie della difesa avversaria
Mobilità o movimento: il gioco del calcio è movimento. La creazione di spazio è dettata dai movimenti dei singoli
Imprevedibilità: ogni situazione deve essere resa imprevedibile per gli avversari, anche se ripetuta, attraverso finte ecc…
I princìpi di gioco in fase di non possesso palla sono:
Scaglionamento: bisogna disporsi in modo tale per stringere più possibile il campo libero agli avversari. Scaglionarsi significa anche essere in grado di dare copertura reciproca ai compagni.
Scaglionamento: bisogna disporsi in modo tale per stringere più possibile il campo libero agli avversari. Scaglionarsi significa anche essere in grado di dare copertura reciproca ai compagni.
Azione ritardatrice:intervenire per alterare i tempi di gioco degli avversari, facendo perdere tempo alla squadra avversaria nella profondità, oppure limitando i tempi di gioco. Si può attuare attraverso due atteggiamenti diversi: temporeggiamento; pressing e fuorigioco
Concentrazione: riferita alla dislocazione sul terreno di gioco. La difesa deve essere posizionata in modo tale da difendere con più elementi la zona pericolosa del campo, cioè quella davanti alla nostra porta.
Equilibrio: mantenere la possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza
Controllo e limitazione: non farsi attirare dalla palla, ma rispettare la difesa degli spazi davanti alla nostra porta.
Analizzando alcuni dei termini più utilizzati nel calcio, il loro significato è:
La tattica di principio o strategia di gioco: è la scelta che si vuole attuare in prospettiva di una singola gara.
Pressing: può essere difensivo o basso, offensivo o medio, ultra offensivo o alto. E' una tattica collettiva atta alla riconquista della palla, conseguente alla pressione.
Pressione: è un'azione di tecnica applicata (tattica individuale), che ha lo scopo di limitare tempo e spazio al possessore di palla avversario.
Il fuori gioco è una conseguenza del pressing, in quanto la squadra si alza verso la palla e verso i giocatori più vicini alla palla per limitare spazio e tempo agli avversari.
Incroci e sovrapposizione: gli incroci sono azioni di tattica individuale senza la palla che prevedono cambi di posizione, attraverso corse ad incrocio tra due compagni. Si utilizza principalmente in fase d'attacco per liberare spazi.
Le sovrapposizioni sono corse alle spalle di un compagno a cui è stata trasmessa la palla, superandolo nel tentativo di conquistare spazio in avanti o superiorità numerica.
Possesso di palla: è un'azione tattica di reparto o di squadra, mediante la quale si cerca di far liberare degli spazi agli avversari. Si attua attraverso una serie di passaggi semplici, cercando di far girare su tutta la larghezza del campo la palla.
Sostegno o appoggio: andare vicini ad un compagno di squadra in possesso palla, al fine di attuare un possesso palla o un'azione d'attacco.
Superiorità numerica: è la condizione tattica che si ricerca con ogni azione di gioco, in opposizione agli avversari, grazie ai continui movimenti in sincronia nello spazio e nel tempo.
Analizzando alcuni dei termini più utilizzati nel calcio, il loro significato è:
La tattica di principio o strategia di gioco: è la scelta che si vuole attuare in prospettiva di una singola gara.
Pressing: può essere difensivo o basso, offensivo o medio, ultra offensivo o alto. E' una tattica collettiva atta alla riconquista della palla, conseguente alla pressione.
Pressione: è un'azione di tecnica applicata (tattica individuale), che ha lo scopo di limitare tempo e spazio al possessore di palla avversario.
Il fuori gioco è una conseguenza del pressing, in quanto la squadra si alza verso la palla e verso i giocatori più vicini alla palla per limitare spazio e tempo agli avversari.
Incroci e sovrapposizione: gli incroci sono azioni di tattica individuale senza la palla che prevedono cambi di posizione, attraverso corse ad incrocio tra due compagni. Si utilizza principalmente in fase d'attacco per liberare spazi.
Le sovrapposizioni sono corse alle spalle di un compagno a cui è stata trasmessa la palla, superandolo nel tentativo di conquistare spazio in avanti o superiorità numerica.
Possesso di palla: è un'azione tattica di reparto o di squadra, mediante la quale si cerca di far liberare degli spazi agli avversari. Si attua attraverso una serie di passaggi semplici, cercando di far girare su tutta la larghezza del campo la palla.
Sostegno o appoggio: andare vicini ad un compagno di squadra in possesso palla, al fine di attuare un possesso palla o un'azione d'attacco.
Superiorità numerica: è la condizione tattica che si ricerca con ogni azione di gioco, in opposizione agli avversari, grazie ai continui movimenti in sincronia nello spazio e nel tempo.
ALIMENTAZIONE PREGARA
ALIMENTAZIONE PRE GARA
La cura dell’alimentazione è fondamentale per l’atleta, particolare importanza assumerà il cosiddetto “regime di gara”, che inizia la sera precedente l’impegno atletico per chiudersi alla fine dello stesso.
Ovviamente in rapporto al tipo di sport praticato insorgono necessità e fabbisogni specifici: un maratoneta si alimenterà sicuramente in modo diverso da un saltatore.
Un’alimentazione razionale deve in ogni caso evitare il calo di forma e rendere minime le reazioni da affaticamento che seguono lo sforzo.
L’atleta utilizzerà durante la competizione le calorie accumulate con l'alimentazione equilibrata dei giorni precedenti, la dieta pre gara ha lo scopo di mantenere il livello energetico ottenuto in precedenza.
Lo sportivo deve avere una sufficiente scorta di glicogeno nei muscoli e nel fegato, soprattutto se si appresta a partecipare ad una competizione relativa ad uno sport di durata, in questo senso i cibi più adatti per la vigilia saranno quelli ricchi di amidi (riso, pane, pasta, patate); particolare attenzione si dovrà avere per l’idratazione del corpo.
L’ultimo pasto prima della gara deve essere costituito da cibi facilmente digeribili, deve avere un volume modesto e deve essere consumato almeno 3 – 4 ore prima.
Se la gara è di mattina, occorrerà fare colazione almeno 2 ore prima, e particolare importanza avrà l’alimentazione della sera precedente.
Se la gara è di pomeriggio, la colazione dovrà essere particolarmente abbondante e il pranzo dovrà essere consumato almeno 3 ore prima.
Se la gara è di sera, particolare importanza assumerà il pranzo, mentre prima della gara può essere prevista una razione alimentare di attesa.
Le razioni di attesa hanno specifica rilevanza negli sport di lunga durata e nei casi in cui l’orario di inizio non è ben definito o può essere suscettibile di ritardo (incontri di tennis a seguire) oppure nelle competizioni con intervallo.
La razione di attesa serve ad equilibrare, ad evitare e a compensare brusche variazioni della glicemia e ad idratare l’organismo. Infatti, specialmente negli atleti emotivi l’ansia dell’attesa è in grado di abbassare la glicemia più del lavoro muscolare stesso; inoltre ritardi di oltre mezz’ora, soprattutto con alte temperature, possono modificare glicemia e idratazione.
La razione di attesa più usata consiste nel bere nell’intervallo fra l’ultimo pasto e l’inizio della gara, ogni ora, un bicchiere di acqua con succo di frutta concentrato, senza aggiunta di zucchero, oppure acqua e fruttosio, o ancora meglio acqua con maltodestrine; l’ultimo va assunto almeno mezz’ora prima.
Rifornimento nell’intervallo: tipico degli sport di squadra (calcio). Si deve cercare di rifornire l’organismo delle sostanze consumate durante la prima parte della gara, tenendo conto che per l’assimilazione abbiamo soltanto pochi minuti.
Sara’ pertanto opportuno introdurre liquidi e sali, per combattere le perdite di sudore e l’acidosi da fatica, e zuccheri facilmente e velocemente assimilabili, per ristabilire eventualmente la giusta glicemia (fruttosio, maltodestrine).
E’ molto importante poco prima di una competizione non ingerire saccarosio (lo zucchero comune), poiché, provocando un’impennata glicemica, stimola l’intervento dell’insulina che porta ad una ipoglicemia successiva, rischiando di compromettere la gara.
Evitare quindi anche tutte le bevande che lo contengono: bibite in lattina, succhi addizionati, ecc.
Riassumendo:
- assumere carboidrati complessi sino a due ore prima dell’attività fisica;
- evitare nei trenta minuti che precedono lo sforzo di ingerire zuccheri, specialmente quelli ad alto indice glicemico;
- nelle discipline di media e soprattutto di lunga durata, assumere, ogni circa 20 minuti, 150-200 cc. di liquidi con maltodestrine disciolte, ad una concentrazione non superiore al 7-8%.
Nelle fibre muscolari, durante un lavoro impegnativo o/e prolungato, in seguito alla riduzione del contenuto di Glicogeno, si consumano dapprima le piccole scorte disponibili di due aminoacidi, l’alanina e la glutammina, poi, quando anche queste sostanze sono finite, si smontano le proteine costitutive del muscolo, ecco perché, può essere consigliata l’assunzione degli aminoacidi a catena ramificata, che possono essere trasformati, attraverso una serie di reazioni, in Glucosio, la sostanza che, prima che fosse esaurito, derivava proprio dal Glicogeno, evitando dopo l’attività, il problema di ricostruzione del muscolo.
Ovviamente in rapporto al tipo di sport praticato insorgono necessità e fabbisogni specifici: un maratoneta si alimenterà sicuramente in modo diverso da un saltatore.
Un’alimentazione razionale deve in ogni caso evitare il calo di forma e rendere minime le reazioni da affaticamento che seguono lo sforzo.
L’atleta utilizzerà durante la competizione le calorie accumulate con l'alimentazione equilibrata dei giorni precedenti, la dieta pre gara ha lo scopo di mantenere il livello energetico ottenuto in precedenza.
Lo sportivo deve avere una sufficiente scorta di glicogeno nei muscoli e nel fegato, soprattutto se si appresta a partecipare ad una competizione relativa ad uno sport di durata, in questo senso i cibi più adatti per la vigilia saranno quelli ricchi di amidi (riso, pane, pasta, patate); particolare attenzione si dovrà avere per l’idratazione del corpo.
L’ultimo pasto prima della gara deve essere costituito da cibi facilmente digeribili, deve avere un volume modesto e deve essere consumato almeno 3 – 4 ore prima.
Se la gara è di mattina, occorrerà fare colazione almeno 2 ore prima, e particolare importanza avrà l’alimentazione della sera precedente.
Se la gara è di pomeriggio, la colazione dovrà essere particolarmente abbondante e il pranzo dovrà essere consumato almeno 3 ore prima.
Se la gara è di sera, particolare importanza assumerà il pranzo, mentre prima della gara può essere prevista una razione alimentare di attesa.
Le razioni di attesa hanno specifica rilevanza negli sport di lunga durata e nei casi in cui l’orario di inizio non è ben definito o può essere suscettibile di ritardo (incontri di tennis a seguire) oppure nelle competizioni con intervallo.
La razione di attesa serve ad equilibrare, ad evitare e a compensare brusche variazioni della glicemia e ad idratare l’organismo. Infatti, specialmente negli atleti emotivi l’ansia dell’attesa è in grado di abbassare la glicemia più del lavoro muscolare stesso; inoltre ritardi di oltre mezz’ora, soprattutto con alte temperature, possono modificare glicemia e idratazione.
La razione di attesa più usata consiste nel bere nell’intervallo fra l’ultimo pasto e l’inizio della gara, ogni ora, un bicchiere di acqua con succo di frutta concentrato, senza aggiunta di zucchero, oppure acqua e fruttosio, o ancora meglio acqua con maltodestrine; l’ultimo va assunto almeno mezz’ora prima.
Rifornimento nell’intervallo: tipico degli sport di squadra (calcio). Si deve cercare di rifornire l’organismo delle sostanze consumate durante la prima parte della gara, tenendo conto che per l’assimilazione abbiamo soltanto pochi minuti.
Sara’ pertanto opportuno introdurre liquidi e sali, per combattere le perdite di sudore e l’acidosi da fatica, e zuccheri facilmente e velocemente assimilabili, per ristabilire eventualmente la giusta glicemia (fruttosio, maltodestrine).
E’ molto importante poco prima di una competizione non ingerire saccarosio (lo zucchero comune), poiché, provocando un’impennata glicemica, stimola l’intervento dell’insulina che porta ad una ipoglicemia successiva, rischiando di compromettere la gara.
Evitare quindi anche tutte le bevande che lo contengono: bibite in lattina, succhi addizionati, ecc.
Riassumendo:
- assumere carboidrati complessi sino a due ore prima dell’attività fisica;
- evitare nei trenta minuti che precedono lo sforzo di ingerire zuccheri, specialmente quelli ad alto indice glicemico;
- nelle discipline di media e soprattutto di lunga durata, assumere, ogni circa 20 minuti, 150-200 cc. di liquidi con maltodestrine disciolte, ad una concentrazione non superiore al 7-8%.
Nelle fibre muscolari, durante un lavoro impegnativo o/e prolungato, in seguito alla riduzione del contenuto di Glicogeno, si consumano dapprima le piccole scorte disponibili di due aminoacidi, l’alanina e la glutammina, poi, quando anche queste sostanze sono finite, si smontano le proteine costitutive del muscolo, ecco perché, può essere consigliata l’assunzione degli aminoacidi a catena ramificata, che possono essere trasformati, attraverso una serie di reazioni, in Glucosio, la sostanza che, prima che fosse esaurito, derivava proprio dal Glicogeno, evitando dopo l’attività, il problema di ricostruzione del muscolo.
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